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Le prospettive energetiche
Un incontro per capire quali sono gli scenari energetici in atto per ridurre il cambiamento climatico.
L’Italia è in forte ritardo sulle performance climatiche: con nessun miglioramento rilevante nel 2024
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Avvistamenti a Corato per promuovere il cinema a scuola
Anche Legambiente partner del progetto.
I bambini hanno dimostrato grande interesse verso il film proiettato, ovvero “Kirikù e la strega Karabà”, capolavoro senza tempo di Michel Ocelot, uno dei più grandi maestri dell’animazione contemporanea. Fedele alla tradizione più antica, quella di narrare fiabe in cui si affrontano argomenti di maggiore rilevanza sociale, Ocelot offre diversi spunti di riflessione: attraverso le avventure di un prodigioso bambino, capiamo che la cattiveria non è innata nelle persone, che può essere la conseguenza di un dolore e che non è necessariamente un processo irreversibile.
Un apologo contro le superstizioni, gli oscurantismi, le paure irrazionali, i fatalismi, l’intolleranza, i fanatismi. E invece un elogio dell’intelligenza, della saggezza, della curiosità.
Quella stessa curiosità, vivacissima, che i piccoli spettatori hanno manifestato al termine delle proiezioni, condividendo le proprie sensazioni sul film visto durante un partecipassimo momento di confronto e riflessione moderato da Antonio Musci, responsabile di progetto.- Dettagli
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Presentazione del rapporto ecomafie
Legambiente e Libera propongono un incontro pubblico con vari esperti del settore.
Uno spaccato di numeri e storie sulle filiere illecite del ciclo del cemento e dei rifiuti, passando per i reati contro la fauna, per l’aggressione al nostro patrimonio culturale e artistico contro le varie forme di illegalità.
È il rapporto Ecomafia redatto da Legambiente che, nell’edizione del 2024, ancora una volta mette nero su bianco i reati commessi dalle ecomafie. I reati ambientali nel 2023 sono stati 35.487, cioè il 15,6% in più rispetto al 2022. Un dato ancor più allarmante se si pensa che significa una media di 97,2 reati al giorno, 4 ogni ora.
Inquinamento, abusivismo edilizio, devastazione delle risorse naturali, traffici illegali, frodi e profitti illeciti che minano pesantemente l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche l’economia e il futuro delle nostre comunità.
Il Rapporto Ecomafie disegna una cartina geografica dell’ingerenza ecomafiosa, raccontando l’altro volto del Bel Paese e le connessioni con la dimensione internazionale, purtroppo, dei fenomeni di criminalità ambientale.
Leggere, studiare, analizzare i rapporti, è un esercizio sempre utile per cercare di capire sia le tendenze che la situazione attuale sui più disparati argomenti sia per cercare di prevenirli creando forme di cittadinanza ecocomunitarie. Il Rapporto è giunto alla sua trentesima edizione e che dal 1994 apre un faro su un fenomeno troppo spesso sottovalutato. L’evento è organizzato da Legambiente Circolo Angelo Vassallo di Corato, con Legambiente Puglia insieme al Presidio Libera Vincenzo Grasso di Corato, ha avuto il patrocinio del Comune di Corato.
L’evento è stato accreditato dall’Ordine dei giornalisti che si possono iscrivere sull’apposita piattaforma SIGEF.
L’evento è previsto giovedì 3 ottobre al teatro comunale dalle ore 8,30.
Interverranno: Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Daniela Salzedo, presidente regionale Legambiente, don Angelo Cassano presidente regionale Libera, Renato Nitti, magistrato procura di Trani, Riccardo Losappio, giornalista. Sono previsti i saluti istituzionali del sindaco di Corato Corrado De Benedittis, nonché coordinatore provinciale di Avviso Pubblico, per l’Area Metropolitana di Bari e le conclusioni del presidente del Circolo Angelo Vassallo di Legambiente Giuseppe Faretra.
La manifestazione è aperta prevalentemente agli istituti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado della città. I cittadini potranno, fino ad esaurimento posti, partecipare, ritirando gratuitamente il ticket presso la sede del Circolo di Corato in piazza Vittorio Emanuele,23 martedì dalle ore 19,30 fino alle 20,30. Nel frattempo continua la campagna dello Zaino del Cigno di raccolta di cancelleria a favore della Comunità Indico - Casa della Mamma di Corato.
“La presentazione del Rapporto Ecomafie è un’importante opportunità per fare un’attività divulgativa dei fenomeni contro l’ambiente ha dichiarato il presidente del Circolo Giuseppe Faretra- Creare consapevolezza e fare una forma di disseminazione culturale è importante per realizzare la prevenzione e sviluppare forme di educazione alla cittadinanza.”
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L’Autonomia differenziatale le istruzioni per partecipare
Come i cittadini possono contribuire mettendo solo una firma.
In appena 72 ore abbiamo superato già quota 200mila firme. Si moltiplica velocemente il sostegno per il Referendum contro l’Autonomia differenziata. Noi siamo convinti che stiamo dalla parte giusta per i contenuti e i valori della nostra proposta. Dopo lo straordinario riscontro di partecipazione ai banchetti che si stanno tenendo in tutta Italia in questi giorni, nonostante il periodo estivo, il periodo di vacanza e le alte temperature metereologiche, la raccolta di adesioni può essere ulteriormente e significativamente accelerata da questa nuova opportunità.
Per questo invitiamo tutte le cittadine e i cittadini che vogliono abrogare la Legge sull’Autonomia differenziata, e dire sì a un’Italia unita, libera e giusta, a sottoscrivere il quesito referendario. Per i cittadini che sono in ferie lo possono sottoscrivere con le indicazioni che indichiamo qui sotto. È finalmente possibile sottoscrivere il nostro referendum sull’Autonomia differenziata anche on line. Da oggi è infatti attiva la piattaforma pubblica e gratuita che lo consente. Vi si può accedere sia attraverso il sito del comitato referendario a questo link, https://referendumautonomiadifferenziata.com, sia direttamente sulla piattaforma a questo link https://pnri.firmereferendum.giustizia.it/referendum/dettaglio/500020 basta avere lo SPID, o altri strumenti di identificazione elettronica.
L’autonomia differenziata la contestiamo per ragioni di merito e non per partito preso. Ad esempio, non capiamo perché ci debbano essere diritti soggettivi tutelati dall’individuazione di fabbisogni standard e livelli essenziali delle prestazioni, e diritti per cui tali garanzie non debbano esistere.
Salvaguardia ambientale
Come per le altre materie che incidono sulle politiche sociali ed economiche, la frammentazione legislativa che procura questa legge sull’autonomia differenziata andrà ad incidere negativamente sulla salvaguardia ambientale, sul governo del territorio, sulle politiche per far fronte alla crisi climatica, alla transizione ecologica, energetica e produttiva. Le risorse naturali quali acqua, aria, suolo, foreste non hanno confini amministrativi e la loro salvaguardia va ad incidere anche sulla salute umana, come ha ben dimostrato l’esperienza della pandemia. Tra i principi fondamentali della nostra Costituzione, nel 2022, è stata introdotta la tutela dell’ambiente nell’interesse delle future generazioni. Non possiamo quindi permetterci norme di salvaguardia, autorizzazioni alle emissioni, controlli ambientali diversi, esasperando i divari territoriali sull’accesso differenziato ai diritti e al godimento delle risorse e dei beni pubblici. Non è a rischio solo l’azione unitaria necessaria per salvaguardare l’ambiente. La crisi climatica sta provocando diverse e vaste ripercussioni sociali, economico-produttive e ambientali, a livello locale, nazionale e internazionale. Avremo quindi bisogno di politiche e azioni coerenti di mitigazione e di adattamento. Politiche e azioni oramai di competenza sovranazionale dell’Unione Europa, da quelle energetiche a quelle sulla mobilità, da quelle agricole a quelle sull’economia circolare, dall’uso del suolo alle azioni di adattamento per difenderci dagli eventi metereologici estremi. In questo contesto così inedito, è anacronistico pensare di poter avere scelte differenti su politiche energetiche, reti di trasporto, governo del territorio, tutela della salute, protezione civile, regole per l’autorizzazione degli impianti industriali, delle infrastrutture, delle concessioni per il prelievo delle risorse naturali. Tutto ciò fa male all’intero Paese, al sistema produttivo, a tutti i cittadini sia che vivano al Nord, al Centro o al Sud. Per affrontare la transizione ecologica con equità ed efficacia abbiamo bisogno di un contesto legislativo unitario e solidale.
Il traguardo delle 500 mila firme è una soglia che si può superare con il contributo dei cittadini che vogliono fare dei beni comuni un valore da condividere.
Basta una firma per tutelare il futuro!