Niente più facile

 Comune di Barletta Medaglia d’Oro al Valore Militare e al Merito Civile Città della Disfida

  COMUNICATO STAMPA   

  “NIENTE DI PIÙ FACILE, NIENTE DI PIÙ DIFFICILE”: UN MANUALE SULLA COMUNICAZIONE.

SARÀ PRESENTATO IL 28 GIUGNO (ORE 19, CASTELLO)   Giovedi 23 giugno 2011 -

In programma a Barletta, alle ore 19 di martedì 28 giugno 2011, presso la Sala Rossa del Castello, la presentazione del volume “Niente di più facile, niente di più difficile”, edito da Fausto Lupetti. Trattasi di un manuale pratico di comunicazione d’impresa. Una guida integrata per manager, imprenditori, comunicatori e studenti, che analizza con chiarezza e integra in un unico discorso le regole della comunicazione, la logica dei media e le strategie dell’azienda.  Il manuale è opera di due osservatori privilegiati della comunicazione e delle relazioni pubbliche, due professionisti che in questo libro hanno riversato oltre 20 anni di esperienza nella comunicazione, maturata in aziende di primissimo livello in Italia e all’estero, e in particolare all’ENI, dove oggi lavorano. Sono Stefano Lucchini e Gianni Di Giovanni. Quest'ultimo interverrà personalmente alla presentazione organizzata dal Lions Club Barletta Host con il patrocinio della locale Amministrazione comunale. L'evento sarà moderato dal giornalista ed inviato RAI Costantino Foschini e preceduto dal saluto del Sindaco di Barletta, Nicola Maffei e del Presidente Lions Club Barletta Host, Antonella Di Martino. “Niente di più facile, niente di più difficile” è un testo capace di calare i problemi generali nella realtà concreta, raccontando le strategie, le tecniche e il lavoro quotidiano di chi fa comunicazione in azienda a tutti i livelli. Dal lavoro dell’ufficio stampa alla gestione dei momenti di crisi, dall’importanza della rassegna stampa alla gestione alle strategie di comunicazione di lungo periodo, il manuale non tralascia nessun aspetto della comunicazione, compresi i nuovi strumenti nati con Internet come i social network, i blog, e il web 2.0, anch’essi divenuti ormai cruciali nella gestione della reputazione dell’azienda.

Legambiente, WWF, GREENPEACE, ARCI, AIAB, ACLI e Slow Food

Bari,28febbraio 2011                                     

 Comunicato stampa

Anche in Puglia nasce il Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” Legambiente, WWF, GREENPEACE, ARCI, AIAB, ACLI e Slow Food uniti per respingere la del ritorno all’atomo Anche in Puglia si è costituito il C omitato referendario “Vota Sì per fermare il nucleare” aperto a tutte le organizzazioni e ai cittadini che intendono opporsi al ritorno all’energia dell’atomo.

Lo schieramento unitario e trasversale intende coinvolgere i cittadini nel respingere per la seconda volta nella storia del Paese la scelta nucleare per incentivare, invece, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Il Comitato è stato presentato, questa mattina, in conferenza stampa da Francesco Tarantini , Presidente Legambiente Puglia, Edoardo Zanchini , Responsabile Energia Legambiente e Roberto Zizzi , Commissione Energia WWF Puglia. Oltre a Legambiente e WWF , alla costituzione hanno aderito anche altre associazioni pugliesi quali Greenpeace, ARCI , AIAB , ACLI e Slow Food . Inutile, rischioso e controproducente: sono questi i principi alla base del Comitato “Vota si per fermare il nucleare” che opererà per promuovere capillarmente sul territorio il diritto di partecipazione democratica a questa scelta del Paese. Secondo il comitato, il nucleare non serve all’Italia, dal momento che il Paese ha una potenza elettrica installata di più di 100.000 megawatt, mentre il picco di consumi oggi non supera i 57.000 megawatt. Ma il nucleare non ridurrebbe neanche la dipendenza energetica dall’estero, perché l’Italia sarebbe costretta ad importare l’uranio, oltre alla tecnologia e ai brevetti. La scelta dell’atomo continua, poi, ad essere rischiosa: anche per i reattori di terza generazione EPR in costruzione sono emersi, infatti, gravi problemi di sicurezza, come hanno denunciato, a novembre 2009, le Agenzie di Sicurezza di Francia, Regno Unito e Finlandia. Senza considerare che ancora non è stato risolto il problema di dove depositare in modo sicuro e definitivo le scorie. L’energia nucleare è infine costosa e controproducente per le tasche dei cittadini e per l’economia del Paese. Per tornare all’atomo, infatti, bisognerebbe ricorrere a fondi pubblici e garanzie statali, quindi alle tasse e alle bollette pagate dai cittadini. Tutte risorse importanti, sottratte ai finanziamenti per la ricerca, per l’innovazione tecnologica, alla diffusione dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili, quindi ad investimenti più moderni e incisivi da un punto di vista ambientale e occupazionale. Secondo il Comitato, dunque, non c’è bisogno di nuova energia nucleare, ma semplicemente di incentivare la crescita delle fonti rinnovabili in sostituzione di quelle fossili: solo con la nascita di una vera e propria rivoluzione energetica, capace di contrastare i cambiamenti climatici, di innovare processi e prodotti sarà infatti possibile dare risposte concrete alla crisi economica. “ Fare informazione sarà il primo obiettivo del Comitato. - dichiara Zanchini - Dobbiamo far capire che le alternative rispetto 1987 nello sviluppo energetico ci sono e sono rappresentate dalle fonti rinnovabili. Inoltre, chiediamo di accorpare il referendum al primo o al secondo turno delle amministrative per contrastare il Governo che, stabilendo un'altra data, vuole impedire il raggiungimento del quorum, come sta intralciando una corretta ed equa informazione.” “Siamo certi – continua Tarantini - che i cittadini pugliesi non si faranno influenzare dal fronte pro nucleare e andranno a votare sì al referendum abrogativo che fermerà il salto all’indietro che il Governo vorrebbe far compiere al Paese.” “E' guerra aperta contro lo sviluppo sostenibile nonostante l'uranio estraibile si estinguerà entro il 2050 – conclude Zizzi – Secondo uno studio di Ecofys e WWF Internazionale si può raggiungere il 100% di energie rinnovabili fino alla metà del secolo usando le tecnologie attualmente disponibili.” Le adesioni al Comitato “Vota Sì per fermare il nucleare” sono aperte a cittadini, associazioni e organizzazioni. Per informazioni e adesioni www.fermiamoilnucleare.it

Un banchetto per chiedere la consulta ambientale

Un banchetto per chiedere la costituzione della consulta ambientale e per parlare di energie rinnovabili e no al nucleare.    

Ritorniamo dopo un anno sullo stesso argomento …… Facciamo una rapidissima cronistoria: nel gennaio 2009 il Consiglio Comunale ha istituito la Consulta ambientale (vedi delibera del C.C. del 26 Gennaio 2009), ma nonostante i nostri appelli ripetuti nel febbraio dello scorso anno, il silenzio regna assordante senza nessun apparente motivo. Legambiente da sempre propone e promuove la partecipazione come uno strumento utile ed in certi casi necessario per la soluzione dei problemi ambientali. La Consulta per l’Ambiente, infatti, assolverebbe alla prioritaria funzione di creare una sorta di "Forum tematico", ossia un luogo aperto al confronto democratico tra istituzioni, associazioni, gruppi e singoli cittadini al fine di gestire i numerosi ed in certi casi inevitabili “conflitti ambientali” che insistono sul nostro territorio. Del resto, per noi, lo scopo principale di questo organo di consultazione è quello di promuovere iniziative capaci di diffondere la cultura della difesa del territorio e delle risorse naturali della città e, allo stesso tempo, accompagnare da vicino gli atti burocratici inerenti l’ambiente adottati dall’Amministrazione per esprimere pareri, dare suggerimenti e proporre eventuali modifiche. Si tratta, senza dubbio, di uno strumento che, da una parte riconosce il valore dell’azione civica della cittadinanza, dall’altra si propone di promuovere ulteriormente la partecipazione attiva delle associazioni dei cittadini nei processi decisionali dell’Amministrazione Comunale. Temi quali la realizzazione delle piste ciclabili, le vicende legate all’elettrodotto con la Consulta avrebbero trovato un luogo di discussione e confronto istituzionale in grado di rendere davvero partecipe e consapevole tutta la cittadinanza su questioni estremamente importanti per le quali non è più possibile pensare di far cadere dall’alto le decisioni, giuste o sbagliate che siano, ma è sempre di più fondamentale ed importante creare strumenti governance in grado di garantire decisioni condivise , efficaci ed efficienti. Dopo il sesto anniversario del Protocollo di Kyoto (il 16 febbraio scorso) non possiamo esimerci da fare un riferimento alle problematiche energetiche soprattutto in prospettiva della battaglia referendaria ormai alle porti per scongiurare il ritorno all’atomo dell’Italia. Restiamo convinti che oggi più che mai bisogna rilanciare il tema dell’efficienza energetica e delle forni rinnovabili quali vere alternative ai costi esagerati dell’energia e per evitare un ritorno al passato che non lascia presagire niente di buono ed i cui effetti si scaricheranno inevitabilmente sulle generazioni future.      

Nucleare, Consulta: su impianti necessario parere preventivo delle Regioni

Nucleare, Consulta: su impianti necessario parere preventivo delle Regioni  

Legambiente Puglia: “Stop alla campagna denigratoria contro le fonti rinnovabili in Puglia.

Ora mobilitazione per vincere il referendum contro il nucleare”       “Per realizzare qualsiasi infrastruttura è necessaria la condivisione con il territorio, a maggior ragione per impianti che compromettono l’area che li ospita. Questo vale ancor di più per le centrali nucleari che hanno un fortissimo impatto in termini d’inquinamento locale e che sono molto discutibili dal punto di vista della sicurezza”. Così commenta Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia, la sentenza della Consulta che stabilisce il parere preventivo delle Regioni sulla possibilità di costruire una centrale atomica sul loro territorio. “Una notizia che ci rallegra perchè ristabilisce il diritto dei territori a partecipare al processo decisionale delle grandi opere che hanno grandissime ricadute ambientali e sociali L’Italia –conclude Tarantini– ha bisogno di una politica energetica che disegni un sistema energetico sicuro, competitivo e sostenibile, in linea con quanto stanno facendo le grandi potenze economiche mondiali. In Puglia, invece, da mesi stiamo assistendo ad una campagna denigratoria contro le fonti rinnovabili. Non si può fare di tutta l’erba un fascio. Bisogna bloccare gli impianti che deturpano il paesaggio ma anche puntare alla riduzione delle fonti fossili, cosa non attuata del PEAR e soprattutto iniziare a mobilitare i cittadini per vincere il referendum contro il nucleare”.

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