Archivio L'Opinione

Luoghi e spazi per l’estate

Luoghi e spazi per l’estate

Per vivere in natura godendo della scoperta di posti.

Nel periodo estivo è gradevole fare vita all’aria aperta, visitare luoghi e spazi, fare semplici uscite per chi, semmai, non ha la possibilità economica per lunghi viaggi, ma soprattutto per conoscere il nostro territorio ricco di un patrimonio ambientale, storico e culturale. Partiamo con una brevissima rassegna di luoghi da conoscere e da scoprire prendendo in considerazione i vari gusti e interessi prendendo semmai spunti per uscite e gite fuoriporta. Superando Castel del Monte, maniero fatto costruire da Federico II, si passa da Monte Caccia, si arriva a Murgetta Rossi, dove è presente la lapide che ricorda il luogo dove furono trucidati 22 ragazzi il 10.09.1943 da parte delle truppe tedesche, si arriva alle cave di bauxite, appena due chilometri dopo. Da questo luogo si estraeva il minerale fino ad un trentennio fa fondamentale per creare l’alluminio. Siamo nella parte più bella e suggestiva del Parco dell’Alta Murgia. Sembra di essere immersi all’interno di un paesaggio lunare con la caratteristica terra rossa, e lì la natura ha rigenerato l’ambiente in modo originale. E’ possibile fare un percorso a piedi in questo modo, è possibile scoprire la bellezza dell’ambiente. Dopo una decina di chilometri, si arriva a Spinazzola. Location preferita dalla regista Lina Wertmuller e di altri, sono stati girati ben cinque film, è possibile immergersi in paesaggi tra la Murgia e il Vulture, bere delle acque dalle fontane: Pilone, Raica, di Rolla, Gadone Turcitano, San Francesco, Casalvecchio, Accannata, Paredano, San Vincenzo e poter visitare il castello del Garagnone, tra i luoghi più belli e suggestivi dell’alta Murgia. Un'altra località molto suggestiva è Locorotondo. Per chi passa tra Fasano, in provincia di Brindisi e Martina Franca, in provincia di Taranto, Locorotondo è un’enclave in provincia di Bari, arroccata con le sue case bianche su un cocuzzolo di una collina la rendono suggestiva e si gode di una visuale naturale di ulivi e trulli, molto amata dagli inglesi che amano passare molto tempo per godere del mare di Savelletri e fare passeggiate nei centri storici dei centri della Valle d’Itria. A proposito di centri storici tra i più apprezzati è Giovinazzo: tra i vicoli, le attività e i locali, la maestosa cattedrale romanica e il porticciolo in cui la pietra bianca si specchia specie al tramonto nel mare nel borgo medievale dove ci sono angoli dove il tempo si è fermato, costruito su una penisola di scogli e circondato dal mare azzurro che bagna sia a destra che a sinistra i due lungomari. E’ possibile smarrirsi nei vicoli stretti tra mure antiche, balconi fioriti, chiesette antiche, palazzi nobiliari e scorci che danno sul mare. La città ha spiagge balneabili e attrezzate. Comunque, la nostra regione ha molte località suggestive di molte bellezze naturalistiche da scoprire e per tutti i gusti…. Per qualsiasi scelta cerchiamo di conoscere il nostro territorio visitando, gustando i sapori e gli odori, cercando di conoscerlo meglio, per amarlo di più e semmai facendolo conoscere, perché con la conoscenza si può amarlo e rispettarlo di più.

Mobilità sostenibile per essere smart ed ecofriendly

Mobilità sostenibile per essere smart ed ecofriendly

La mobilità del futuro sicuramente sarà intelligente, sostenibile per risparmiare tempo e risorse. Le soluzioni sono ormai diverse e la fase Covid ha dato più consapevolezza su come muoversi all’interno specialmente dei centri urbani. L’emergenza COVID-19 ha fatto registrare un significativo aumento di attenzione nei confronti degli spostamenti ciclabili in tutto il mondo, legati soprattutto al lockdown e alla possibilità di gestire in modo utile e dilettevole il necessario distanziamento. I vantaggi della mobilità ciclabile sono del resto evidenti: per le persone sono rilevanti in termini di ridotta spesa per la mobilità; per le città in termini di riduzione di inquinamento e traffico. In questo anno, quindi, sono successe diversi avvenimenti interessanti rispetto agli spostamenti delle persone e nell’attenzione verso le politiche urbane e Legambiente ha deciso di approfondirle nel rapporto CovidLanes 2020, l’anno delle ciclabili pop-up. I nuovi percorsi in bici e la crescita degli spostamenti nelle città italiane nell’anno del Covid. https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2020/12/Dossier-CovidLanes.pdf Il rapporto riportando le informazioni della European Cyclists Federation ha ricostruito lo scenario relativo alle “misure ciclistiche” messe in campo a livello europeo negli ultimi mesi, e quel che ne esce è un quadro caratterizzato da oltre 2.300 km di infrastrutture ciclabili annunciate, tra permanenti e temporanee, più di 1.000 km già realizzati o cantierizzati, con oltre un 1 miliardo di euro di finanziamenti stanziati in tutta Europa. Complessivamente quasi 200 i chilometri di nuove ciclabili “leggere” realizzate nel nostro Paese. Ma non solo, per la prima volta sono apparse negli incroci stradali le “case avanzate”, ossia appositi spazi per le bici che hanno l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei ciclisti, rese possibili dalle recenti modifiche al codice della strada. In Francia a Grenoble sono state realizzate più di 450 km di piste ciclabili. Grenoble stessa è la città più piatta della Francia. E’ una città favorevole al ciclismo quotidiano ed è stata addirittura votata " capitale del ciclismo ". https://www.mobilites-m.fr/velo.html Ha una topografia che facilita la pratica della bicicletta. Il servizio Métrovélo , con una flotta di 7.000 noleggi , rende le gite in bicicletta accessibili a tutti. Sulla rete TAG Transport de l'Agglomération Grenobloise, è l'azienda francese che gestisce il trasporto pubblico nell'agglomerato urbano di Grenoble- Il trasporto di biciclette è autorizzato sui tram prima delle 7:30 e dopo le 19:30 nei giorni feriali e tutto il giorno, la domenica e i giorni festivi. Esistono molti percorsi ciclabili in varie forme: 320 km di piste ciclabili dedicate, separate dal traffico; Piste ciclabili segnalate sulla strada; Ciclisti autorizzati e segnalati in strade a senso unico; Chronovélo; Tempo Vélo.La rete di biciclette Chronovélo offre percorsi diretti, comodi e sicuri. Tutto a vantaggio di una migliore condivisione dello spazio pubblico e degli utenti, tutti i modi di trasporto combinati. Sui quattro assi sono state installate 30 stazioni di servizio. Includono un piano, una panchina e un dispositivo di gonfiaggio dei pneumatici. Al fine di limitare l'uso dell'auto, il Metropolis, ha voluto incentivare la pratica della bicicletta. https://fr.calameo.com/read/003942615c540a472d8a0 . Questa scelta si riflette in particolare nello sviluppo di una nuova rete ciclabile transitoria di circa 18 km, denominata TempoVelo, dislocata lungo le principali linee di tram e autobus Chrono, su carreggiata, o in mancanza di quella in alcuni parcheggi. Inoltre è possibile fare nella città ed area metropolitana di Grenoble una selezione di circuiti ciclistici "per il tempo libero" che vanno da 6 km a 33 km, da un’ora fino a tre ore su tutto il territorio. Percorribili dall'età di 5 anni, tutti i percorsi prendono strade poco frequentate, per una maggiore serenità e sicurezza. Le maggiori città europee stanno investendo in mobilità sostenibile con idee, progetti ed attività per promuovere l’uso di veicoli sostenibili in genere. I dati in Italia parlano di un grande incremento delle vendite di biciclette, velocipedi, in genere, anche di auto elettriche che stanno aumentando le quote di mercato con alcuni modelli anche con prezzi veramente interessanti, ma, purtroppo, finora, dalle nostre parti le colonnine di ricarica mancano ancora.

Le azioni per una giustizia ambientale

Le azioni per una giustizia ambientale.

I cambiamenti climatici, le migrazioni, i comportamenti e gli stili di vita sono le maggiori questioni ecologiche che avranno vari impatti sia da un punto di vista ambientale che sociologico per i prossimi decenni. Si stima che saranno 140 milioni le persone costrette a migrare entro il 2050. Gli scienziati dimostrano come il cambiamento climatico contribuisca ad accrescere conflitti e migrazioni, dall’Afghanistan alla Nigeria come le Nazioni dell’area sud sahariana. E’ necessaria un’azione globale e locale di giustizia climatica: chi causa più emissioni di gas serra deve procedere urgentemente alla loro riduzione, mentre occorre sostenere le famiglie e i Paesi più colpiti a proteggersi dai disastri con investimenti per evitare i dissesti idrogeologici.

E’ necessaria più cooperazione internazionale, e l’Italia dovrebbe aumentare gli investimenti per l’agroecologia, l’energia rinnovabile, città sostenibili e inclusive, i diritti dei popoli più vulnerabili e dei migranti, come previsto dall’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile. L’Italia dovrebbe progettare il raggiungimento dell’obiettivo dello 0,7% del reddito nazionale lordo per la cooperazione allo sviluppo, concordando con i vari Paesi le attività, le azioni di cooperazione ed allineare coerentemente tutte le politiche a questo obiettivo, per incidere in modo efficace verso un cambiamento radicale di paradigma, per una transizione ecologica giusta, equa e sostenibile. Queste declinazioni non sono più posticipabili e derogabili, le azioni.

Oltre il 70% dei giovani tra i 15 e i 35 anni di 23 paesi europei reputa che i governi che non operano contro l’inquinamento e cambiamento climatico producano un peggioramento dell’economia. Questo è il dato di partenza dell’indagine realizzata da IPSOS che, in occasione della Giornata della Terra, dà il via a #ClimateOfChange, campagna di comunicazione europea che mira a coinvolgere i giovani per creare un movimento pronto non solo a modificare il proprio stile di vita ma anche a sostenere la giustizia climatica globale. Dal sondaggio spicca che i giovani europei valutano il cambiamento climatico e il degrado ambientale come priorità inderogabili. La grande maggioranza dei giovani europei considera infatti che se i governi non contrastano l'inquinamento e il cambiamento climatico, questo sia "un male per l'economia" (70% d'accordo), "un segno che il governo ha le priorità sbagliate" (75% d'accordo), "la prova che il governo non ascolta la gente comune" (74% d'accordo), e "pericoloso e irresponsabile" (72% d'accordo). Quasi la metà (46%) dei giovani europei valuta il cambiamento climatico come uno dei problemi più gravi del mondo, il che lo pone al primo posto tra i problemi elencati, anche nel bel mezzo della pandemia COVID-19. Meno di un giovane europeo su dieci (8%) smentisce invece il cambiamento climatico. Una proporzione sostanziale di giovani europei (43%) crede che i Paesi economicamente avanzati dovrebbero fare la maggior parte degli sforzi economici e politici per ridurre gli effetti del cambiamento climatico.

Degno di nota è che in Europa occidentale, rispetto ad altre regioni, i giovani sono relativamente meno propensi a dire che i Paesi economicamente avanzati dovrebbero fare più sforzi per affrontare gli effetti del cambiamento climatico ma sostengono che tutti i governi debbano rinforzare queste responsabilità. Anche i giovani italiani (più della metà degli intervistati) sono molto o estremamente preoccupati per il cambiamento climatico, dato che è superiore alla media europea (54% contro 46%). Ma non è una preoccupazione fine a sé stessa, poiché i giovani italiani sono motivati a far partire il cambiamento: 8 su 10 potrebbero votare o hanno votato per i politici che danno la priorità alla lotta al cambiamento climatico e alla migrazione climatica.

E’ necessario agire ad ogni livello locale, nazionale ed internazionale per dare una nuova impronta ecologica.

Le problematiche ambientali: una questione complessa

Le problematiche ambientali: una questione complessa

L’individuazione delle problematiche e delle questioni sono possibili soluzioni e opportunità.

Quando si parla di ambiente si parla di relazioni o meglio tra correlazioni tra sistemi viventi e non coinvolgendo diverse discipline che vanno in connessione. Talvolta, non è possibile un approccio univoco alle tematiche ambientali. L’Agenzia Europea dell’ambiente tra le fonti principali dell’inquinamento presente nelle nostre città individua quello atmosferico. L’inquinamento dell’aria resta la principale minaccia alla salute in Europa ed è responsabile di oltre 400 000 morti premature all’anno nell’UE. Seguono l’inquinamento acustico, che contribuisce a 12 000 morti premature, e gli effetti del cambiamento climatico, in particolare le ondate di calore specie d’estate. Il carico di inquinamento e cambiamento climatico assume proporzioni diverse in Europa e si notano differenze nette tra i paesi dell’Europa orientale e occidentale.

Per questo motivo, una migliore qualità dell’ecosistema urbano evidenzia quanto i cittadini sono esposti a molteplici rischi in ogni momento, tra cui inquinamento dell’aria, dell’acqua e acustico, nonché a sostanze chimiche, che si combinano e, in alcuni casi, agiscono contemporaneamente con conseguenze sulla salute. Le città europee sono particolarmente vulnerabili a questa molteplicità di minacce e al contempo offrono meno opportunità di accesso a spazi verdi con la presenza del verde urbano. Le comunità che presentano carenze sociali normalmente si trovano a lottare contemporaneamente con povertà, qualità dell’ambiente scadente e problemi di salute.

Le comunità più povere spesso sono esposte a livelli superiori di inquinamento, di rumore e a temperature elevate, mentre le condizioni di salute preesistenti aumentano le vulnerabilità ai pericoli per la salute di origine ambientale. È necessario attuare interventi mirati per migliorare le condizioni ambientali delle persone più vulnerabili in Europa. Pertanto, sono necessarie politiche ambientali forti partendo a livello locale in cui cercare di creare un’inversione di tendenza. Verde, raccolta differenziata spinta, efficientamento energetico domestico, mobilità sostenibile, ritornando a zone a traffico limitato, zone 30, car pooling, condivisone di mezzi di trasporti e alla sempreverde bicicletta per poter abbinare il movimento fisico con vari benefici all’ambiente.

Nell’ambito dell’UE, il Green Deal europeo rappresenta un cambio di direzione decisivo nel dettare gli orientamenti dell’agenda politica europea e definisce una strategia sostenibile e inclusiva per migliorare la salute e la qualità della vita dei cittadini, il rispetto della natura, senza lasciare indietro nessuno. E’ necessario sviluppare le leve economico ambientali per convertire gli immobili privati e non solo. Il Superbonus 110% (Ecobonus e Sismabonus) è un’agevolazione fiscale prevista dal Decreto Rilancio (D.L. 34/2020, convertito dalla Legge 77/2020) che permette la detrazione del 110% (per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021) nell’ambito di specifici interventi rivolti a: migliorare l’efficienza energetica, ridurre il rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici o di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Rispetto alle disposizioni già attive prevede alcune importanti novità; Fruizione del bonus fiscale tramite la cessione del credito d’imposta alle banche e altri intermediari finanziari. “Sconto in fattura” da parte del fornitore di beni/servizi relativi agli interventi agevolati. E’ necessario attivare delle leve economico – ambientali per rilanciare l’economia e andare verso una vera transizione ecologica di cui abbiamo veramente bisogno.

Preveniamo lo spreco alimentare

Preveniamo lo spreco alimentare

Tutti siamo consumatori di cibo ma malauguratamente milioni di tonnellate finiscono nei bidoni della spazzatura spesso con le confezioni incluse. A livello globale si spreca ogni anno una quantità di cibo senza tener conto di pesce e crostacei pari a 750 miliardi di dollari. Per dare un'idea della portata del danno, basta immaginare di prendere i Pil di Turchia e Svizzera, chiuderli in un enorme sacchetto nero e buttarli nella spazzatura. In Italia ogni anno circa 240 mila tonnellate di cibo, del valore di oltre un miliardo di euro, restano invendute nel retro dei negozi di alimentari e nella grande distribuzione. E da qui vengono avviate a smaltimento, nonostante sarebbero in grado di sfamare 600mila persone assicurando loro tre pasti al giorno per un anno. Con lo sperpero di cibo purtroppo avviene un cattivo uso di risorse naturali, di consumo di energia utilizzata dalla produzione, nel corso della trasformazione/lavorazione e nella distribuzione fino al consumo casalingo: nei Paesi in via di sviluppo il fatto avviene soprattutto nei passaggi a monte (cioè perlopiù negli stadi di produzione agricola), mentre nei Paesi Occidentali lo spreco si distingue specialmente a valle, cioè nelle fasi di distribuzione, vendita, ristorazione e consumo domestico. Ognuno di noi può agire attivamente per contrastare questo fenomeno. In che maniera? Ad esempio: fare molta attenzione alle etichette degli alimenti riportanti le date di scadenza, valutare il peso per acquistare solo il cibo necessario. Le ricadute ambientali del fenomeno sono smisurate: ad esempio i dati dicono che se lo spreco alimentare fosse un Paese sarebbe il terzo produttore mondiale di gas climalteranti, dopo gli Stati Uniti e la Cina oppure che l'acqua utilizzata per produrre il cibo che poi viene buttato corrisponde al fabbisogno domestico di New York per i prossimi 120 anni. Il tema dello spreco alimentare ha avuto solo di recente un'effettiva ufficializzazione, con l'adesione da parte di diversi Paesi ad impegni internazionali. Nel settembre del 2015, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha accolto formalmente i 17 nuovi Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) contenuti nell'ambito dell'Agenda 2030. Tra gli obiettivi menzioniamo in particolare il Goal n° 12 "Consumo e produzione responsabili" che annuncia, tra l'altro, il dimezzamento entro il 2030 dello spreco alimentare pro-capite nelle fasi di distribuzione e consumo, oltre alla riduzione delle perdite alimentari negli stadi a monte della filiera. Questi oltre allo sperpero di cibo producono rifiuti che con confezioni, involucri ecc diventano rifiuti che vanno in discarica, purtroppo, fuori l’economia circolare di riciclaggio di confezioni e involucri. In Italia la Legge regola la donazione del cibo alle persone bisognose. E’ stata emanata nell'agosto del 2016: si tratta della Legge n. 166, cosiddetta Legge Gadda, che tra le altre cose prevede degli incentivi economici per i commercianti con l’introduzione della possibilità per i comuni di incentivare chi dona alle organizzazioni non profit con una riduzione della tassa dei rifiuti alle attività commerciali che aderiscono alle iniziative di raccolta e redistribuzione delle eccedenze alimentari gestite dalle Associazioni e dalle Onlus. Fare attenzione nell’ eseguire la spesa è la prima prevenzione per il Pianeta, ci sono diverse soluzioni pratiche e operative anche per l’uso degli avanzi alimentari. Ci sono diverse strategie. Basta metterle in pratica e possiamo fare molto per il nostro Pianeta e per il nostro portafoglio.

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