TAR Lecce sospende il progetto della Northern Petroleum ltd al largo delle coste pugliesi

TAR Lecce sospende il progetto della Northern Petroleum ltd al largo delle coste pugliesi    

  Legambiente Puglia: “Soddisfatti per la decisione del Tar perchè è indubbia l'incompatibilità ambientale del progetto”      

  Con ordinanza in data odierna (130/2010) il Tar di Lecce ha sospeso gli effetti delle autorizzazioni ambientali rilasciate dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e dal Ministero Per i Beni e Le Attività Culturali per l'esecuzione dei sondaggi petroliferi previsti al largo delle coste pugliesi. Il Tar ha accolto i rilievi dei Comuni di Fasano e Ostuni e della Regione Puglia, evidenziando vizi di procedura e carenze sostanziali, inerenti l'insufficiente valutazione degli impatti ambientali previsti. Legambiente Puglia si accinge ad intervenire al fianco delle istituzioni pugliesi e a sostenere le loro azioni per la tutela del territorio e dell'ambiente marino. “Oggi, Legambiente Puglia può esprimere piena soddisfazione per la decisione del Tar - dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia – e lo stesso sentimento è condiviso dai sindaci dei comuni coinvolti dallo scempio, da tutti i cittadini e dalle associazioni che hanno partecipato in massa alle manifestazioni di protesta del 23 gennaio a Monopoli e del 20 febbraio ad Ostuni. L'intero progetto presentato dalla società petrolifera, a partire dalla tecnica di prospezione geofisica denominata Air-gun, è fortemente impattante per l'ambiente, le attività produttive e il turismo delle coste pugliesi, come ha palesato il Tar nell'ordinanza.”         N. 00130/2010 REG.ORD.SOSP. N. 00186/2010 REG.RIC.            REPUBBLICA ITALIANA Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia Lecce - Sezione Prima ha pronunciato la presente ORDINANZA Sul ricorso numero di registro generale 186 del 2010, proposto da: Comune di Ostuni, rappresentato e difeso dall'avv. Cecilia Rosalia Zaccaria, con domicilio eletto presso Angelo Vantaggiato in Lecce, via Zanardelli 7; contro Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali, rappresentati e difesi dall'Avvocatura Distrettuale Stato, domiciliata per legge in Lecce, via F.Rubichi 23; nei confronti di Northern Petroleum Lmt; e con l'intervento di ad adiuvandum:Comune di Fasano, rappresentato e difeso dall'avv. Ottavio Carparelli, con domicilio eletto presso Angelo Vantaggiato in Lecce, via Zanardelli 7; Regione Puglia, rappresentato e difeso dall'avv. Vittorio Triggiani, con domicilio eletto presso Tar Segreteria in Lecce, via F.Sco Rubichi 23; per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di pronuncia positiva di compatibilità ambientale concernente il progetto di realizzazione della prima fase del programma lavori collegato al permesso di ricerca "dl 49 D.R.-NP" sito al largo delle coste pugliesi, presentato dalla società Northern Petroleum (UK) LTD con sede secondaria in Roma (09A13592) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Parte Prima n.267 in data 16.11.2009 nonchè di tutti gli atti presupposti, preparatori, connessi e consequenziali; del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Parte Prima n. 270 in data 19.11.2009; del provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Parte Prima n. 272 in data 21.11.2009; per quanto occorrer possa, del decreto del Ministro dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare n. GAB/DEC/193/2008 del 23.6.2008, recante modifica del DM 18.9.2007 e del decreto del Ministro dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare n. GAB./DEC/194/2008 del 23.6.2008 con cui si è proceduto alla nomina di nuovi componenti della Commissione VIA.   Visto il ricorso con i relativi allegati; Visti tutti gli atti della causa; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Ministero Per i Beni e Le Attivita' Culturali; Visti gli artt. 19 e 21, u.c., della legge 6 dicembre 1971, n. 1034; Relatore nella camera di consiglio del giorno 24/02/2010 il dott. Carlo Dibello e uditi per le parti i difensori avv. Zaccaria, Tarentini, Triggiani e Carparelli ;   Premesso che il Comune di Ostuni impugna i provvedimenti con i quali il Ministero dell’Ambiente si è pronunciato positivamente sulla compatibilità ambientale dei lavori preliminari alla attività di estrazione di idrocarburi in favore della società Northern Petroleum LTD (UK) ; considerato che il ricorso principale e gli atti di intervento ad adiuvandum appaiono sorretti da ragioni meritevoli di apprezzamento e tutela in sede cautelare indipendentemente dalla sussistenza di un pericolo imminente di pregiudizio derivante dalla esecuzione dei provvedimenti impugnati, trovando applicazione, nella specie ,il principio di prevenzione che legittima la concessione di una tutela cautelare anticipata ; rilevato che il procedimento di compatibilità ambientale è culminato nella adozione di provvedimenti ministeriali che sembrano avere disatteso alcuni considerevoli profili di criticità qui di seguito riportati: omesso perfezionamento della procedura di composizione della commissione tecnica di verifica di impatto ambientale mercè convocazione del rappresentante designato dalla Regione Puglia , con conseguente mancata valutazione di interessi ascrivibili all’ente territoriale; omessa considerazione del carattere inquinante della tecnica di prospezione geofisica denominata “ Air gun” , soprattutto in rapporto alla mancata considerazione di una alternativa tecnicamente praticabile allo stato delle conoscenze di settore e delle caratteristiche di sensibilità dell’area ove si svolge l’attività in questione ; non adeguata considerazione degli effetti pregiudizievoli derivanti dall’utilizzo della suddetta metodica di prospezione geofisica per la salvaguardia di alcune specie marine ( in particolare, Misticeti e Odontoceti); omessa valutazione dei pregiudizi che l’attività di ricerca petrolifera in argomento può produrre a carico delle attività produttive attraverso le quali si manifesta la vocazione del territorio costiero( attività di esercizio della pesca , del turismo , della balneazione ecc.);   P.Q.M. Accoglie la suindicata domanda cautelare e, per l’effetto, sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati; La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Lecce nella camera di consiglio del giorno 24/02/2010 con l'intervento dei Magistrati: Aldo Ravalli, Presidente Carlo Dibello, Primo Referendario, Estensore Claudia Lattanzi, Referendario             L'ESTENSORE   IL PRESIDENTE                   DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 24/02/2010 IL SEGRETARIO    

Presentato AMBIENTE ITALIA 2010 - Rifiuti made in Italy

 Presentato AMBIENTE ITALIA 2010 - Rifiuti “made in Italy” il rapporto annuale di Legambiente sullo stato di salute del nostro Paese elaborato dall’istituto di ricerche Ambiente Italia  

Elezioni Regionali Legambiente Puglia lancia la sfida ai candidati: potenziare le rinnovabili, investire nel trasporto pendolare, combattere le ecomafie, ottimizzare la gestione dei rifiuti  

  Il 2010 è l’anno in cui si vota nella maggior parte delle regioni italiane ed è, dunque, un’ottima occasione per fare un check del loro stato di salute ambientale. “Vogliamo riempire di contenuti concreti la prossima campagna elettorale. Altro che schieramenti e posizionamenti, le Regioni hanno responsabilità enormi per disegnare la qualità dello sviluppo nei territori per uscire dalla crisi”. Questo l'assunto di Legambiente Puglia che, in Ambiente Italia 2010, l'annuale rapporto sullo stato di salute del Paese, quest'anno ha voluto aggiungere ai tradizionali indicatori una significativa analisi delle sfide ambientali che le Regioni devono affrontare per promuovere uno sviluppo più moderno e pulito, sviluppando la Green economy, creando nuovi occupati in settori strategici, modernizzando il Paese e puntando sulla qualità e la vivibilità concreta. Otto gli ambiti strategici per la situazione ambientale: energia e fonti rinnovabili, dissesto idrogeologico, trasporti e pendolarismo, cave, consumo di suolo, aree protette, acque e rifiuti. Una cosa è certa: le Regioni hanno oggi grande responsabilità non solo nella gestione dell’esistente, ma nel promuovere e governare un futuro possibile e possono svolgere un ruolo positivo e innovativo, di valenza nazionale, in molti settori delle politiche ambientali. Presentato questa mattina a Roma, Ambiente Italia 2010 vuole costruire la fotografia dell’esistente e quanto si potrebbe e dovrebbe fare per aiutare i territori a compiere un salto di qualità.   “I temi scelti quest’anno da Ambiente Italia –dichiara Francesco Tarantini, Presidente di Legambiente Puglia– sono quelli più importanti per spingere la green economy, creare posti di lavoro in settori innovativi come le rinnovabili e il recupero inerti in edilizia e avviare uno spostamento del prelievo fiscale verso il consumo di risorse, come chi cava, chi imbottiglia acque e chi consuma suoli. L’insieme di queste proposte, se applicate, può dare alle regioni una visione del proprio futuro, quello che serve è coraggio da parte della politica.”   L’industria italiana delle fonti di energia rinnovabile (Fer) mostra un elevato grado di dipendenza tecnologica importando circa i tre quarti dei componenti per gli impianti di generazione da fonti rinnovabili. Eppure uno scenario dello Iefe-Bocconi evidenzia le potenzialità di sviluppo del settore al 2020: se l’industria nazionale riuscisse a coprire almeno il 70% della quota di mercato domestico, potrebbe creare 175 mila nuovi posti di lavoro, realizzando un fatturato di 70 milioni di euro (5,6 milioni di euro all’anno nel periodo 2008-2020). Questi impianti non li hanno messi gli enti pubblici. Tuttavia, sia la Regione Puglia (con quest’ultima amministrazione) sia il Trentino Alto Adige (da qualche decennio) hanno fortemente promosso l’uso delle fonti rinnovabili. Per quanto riguarda il fotovoltaico, su un totale di ormai poco meno di 60 mila impianti e 709 MW installati, con il primo e secondo conto energia, solo il 33% della potenza è installata nelle regioni del Sud (e di questo, il 40% è concentrato in una sola regione, la Puglia). In Puglia, dall’eolico si ricavano 1.316,9 GWH di energia, 23,7 dal fotovoltaico, 38,5 dai rifiuti, 695,8 dalle biomasse e 66 dal biogas per un totale di 2141 GWH. Di questo passo, al 2020 si avranno 3720 GWH di eolico on-shore, 2200 di eolico off-shore, 750 di solare fotovoltaico, 450 di solare termodinamico, 250 di biogas, 150 di rifiuti, 450 di biomasse per un totale di 7970 GWH. Quest’energia al 2020 sarà ripartita in 350 Ktep nel residenziale e terziario, 150 nell’industria e nell’agricoltura.   Cambiando tema, la spiegazione delle difficoltà nello spostarsi in treno quotidianamente verso le principali città italiane, le ragioni dei pochi treni a disposizione nelle ore di punta e della scadente qualità dei convogli appaiono scontate guardando i dati sugli investimenti da parte di Stato e Regioni. I finanziamenti da parte dei governi che si sono succeduti in questi anni hanno premiato per il 67% gli investimenti in strade e autostrade e solo per il 13% le linee ferroviarie e per il 20% le linee metropolitane. Anche le regioni hanno privilegiato con i propri investimenti le infrastrutture stradali rispetto a ferrovie e metropolitane. In Puglia l’estensione della rete ferroviaria è di 1.508 km, i pendolari sono 80mila al giorno e gli abbonati 9.793. La nostra Regione ha investito solo 20 mln di euro nelle ferrovie contro i 170,07 mln spesi dalla Lombardia, che ha utilizzato in più altri 87,94 mln di euro nelle metropolitane. Un altro scenario per i pendolari italiani è possibile, ma dipende fortemente dal ruolo che le regioni vorranno dare al trasporto su ferro, alla sua integrazione con le altre forme di mobilità e nelle scelte urbanistiche. Il tema del trasporto pendolare deve entrare nell’agenda delle politiche regionali, e occorre farlo ponendosi un obiettivo all’altezza della sfida lanciata dall’Unione europea al 2020 in termini di riduzione delle emissioni di CO2. Per Legambiente è necessario puntare a far crescere il trasporto ferroviario pendolare in modo da arrivare a 4 milioni di cittadini trasportati nel 2020; aumentare i convogli e le risorse per il servizio ferroviario.   La regione è una protagonista importante per la gestione dei rifiuti. Il ruolo di pianificazione, programmazione e indirizzo della Regione, infatti, è fondamentale per abbandonare il vecchio modello basato sostanzialmente sull’uso della discarica e per rivoluzionare il ciclo dei rifiuti fondandolo sul principio gerarchico delle 4 R (riduzione, riuso, riciclaggio e recupero energetico). Ma qual è la “medicina” usata dalle regioni per curare la “malattia” dello smaltimento in discarica, che purtroppo continua a contraddistinguere la gestione dei rifiuti di almeno due terzi del nostro paese? Un’iniziativa assolutamente condivisibile che per certi versi ricorda quella intrapresa nella Regione Puglia da Nichi Vendola che nel piano commissariale approvato nel 2005 puntò su importanti obiettivi di riduzione e raccolta differenziata, privilegiando per lo smaltimento finale delle quote residue il recupero energetico del combustibile derivato da rifiuti (Cdr) e penalizzando la combustione dei rifiuti tal quali. In Puglia, nessun comune centra gli obiettivi minimi di legge, ma per la prima volta possiamo parlare di esperienze virtuose e positive, a dimostrazione che un’inversione di tendenza nella nostra regione è possibile. Monteparano (TA) al 31.08.2009 ha raggiunto l’obiettivo del Piano Regionale fissato per il 2008. Per aver avviato nel 2009 un nuovo sistema di raccolta, registrando percentuali mensili ben al di sopra del 40%, meritano di essere citate Erchie (dallo 0,9% di RD di gennaio al 60,4% di settembre 2009), Candela (dal 2% di aprile al 48,2% a settembre 2009), Ceglie Messapica (dal 3,8% di gennaio al 38,8% di settembre 2009), Latiano (dal 4,5 di gennaio al 52,9 di settembre 2009), Oria (dall’1,3% di gennaio al 46,7 di settembre 2009), Villa Castelli (dal 5,4% di gennaio al 28,8% di settembre 2009). Legambiente consiglia l’aumento del costo di smaltimento in discarica, il porta a porta in tutti i comuni e l’attivazione di un Osservatorio ambiente e legalità sul ciclo dei rifiuti speciali.   L'ufficio stampa   Il circolo Legambiente di Corato sostiene la realizzazione di  pozzi in Niger nella zona  Gourmancé (sud-ovest). Puoi sostenere l'iniziativa attraverso bonifico bancario sul conto di SMA SOLIDALE ONLUS, Cod. IBAN: IT57 A061 7501 4170 0000 1838 280, presso la Banca CARIGE Agenzia 117, via Timavo 92/R GENOVA o effettuare il versamento sul CCP (conto corrente postale) n° 944 445 93, intestato a: SMA Solidale Onlus, Via Romana di Quarto, 179 - 16148 Genova indicando nella causale "per progetto Pozzi in Niger, cod S010". Per info :   www.missioni-africane.org  o www.legambientecorato.it  

In attesa della consulta ambientale

In attesa della consulta ambientale

Siamo sempre stati sostenitori a tutti i livelli, locale e nazionale, dell’utilizzo di forme e strumenti di partecipazione nella gestione del bene comune; infatti, solo attraverso la partecipazione democratica, libera e civile dei cittadini, è possibile rendere consapevoli la cittadinanza e avviare un processo di  graduale e costante avvicinamento dei luoghi della decisione ai luoghi della vita vissuta. Per questo, abbiamo salutato con favore l’approvazione da parte del Consiglio Comunale del Regolamento istitutivo della Consulta permanente per l’Ambiente avvenuta ormai un anno fa (vedi delibera del C.C. del 26 Gennaio 2009). Da allora, però, tutto tace, infatti, non ci risulta che sia mai stata convocata e che siano stati eletti gli organi di funzionamento previsto dal regolamento. Ci sembra inutile aver istituito un importantissimo strumento di partecipazione e di condivisione sulle scelte ambientali (che ormai riguardano ogni aspetto della vita individuale e collettiva e certamente afferiscono ad una parte rilevante delle scelte che quotidianamente i nostri amministratori sono chiamati a prendere), e poi congelarlo subito dopo e  rinviarne la costituzione a data da destinarsi. Come Legambiente Corato abbiamo, da sempre, sostenuto la nascita di una consulta di cittadini che si occupi direttamente delle questioni ambientali e pertanto oggi siamo costretti a chiederne la sua immediata costituzione al fine di colmare la lacuna che si è venuta a creare dopo la sua istituzione. Del resto, forti della nostra ventennale storia locale, abbiamo in diversi momenti e contesti promosso ed ancora promoviamo la nostra città, mediante proposte e campagne di sensibilizzazione con, ed anche senza, il concorso delle varie amministrazioni locali che si sono succedute . Ci aspettiamo quindi, che l’istituzione della consulta permanente per l’Ambiente possa accompagnare la nostra città verso un nuovo processo di promozione della legalità ambientale vista a trecentosessanta gradi, per valutare la sostenibilità delle varie azioni, per sviluppare un percorso di nuove  logiche e rinnovate pratiche civili che possono cercare di contribuire a salvare il nostro pianeta, e ad evidenziare le caratteristiche della biodiversità del nostro territorio.   Tuttavia, questo  silenzio sembra più che altro anestetizzare uno strumento legittimamente creato per tutelare e salvaguardare il nostro territorio.   L'ufficio stampa   P.S. Lo scorso 4 dicembre abbiamo organizzato una piccola festa dell’albero in collaborazione con la Scuola Media M. R. Imbriani, durante la quale abbiamo piantato alcune essenze di alloro e un carrubo in uno spazio di proprietà comunale abbandonato. Ovviamente, abbiamo preso con i ragazzi l’impegno di prenderci  cura di quel lembo di terra  ricettacolo di rifiuti. Purtroppo, 24 ore dopo la manifestazione, le quattro piante di alloro sono state divelte da nostri concittadini e dopo alcuni giorni anche il carrubo alto più di un metro e mezzo è stato portato via, nonostante la targa che ne ricordava l’iniziativa. Un brutto episodio che ancora una volta conferma l’assoluta inciviltà ed il degrado civico di alcuni nostri concittadini che non hanno avuto di meglio da fare porre fine ad una piccola opera di riqualificazione. Di certo, non ci lasceremo scoraggiare da questo triste episodio con l’auspicio che finalmente almeno le piante non siano oggetto di furti e di degrado.       Il circolo Legambiente di Corato sostiene la realizzazione di  pozzi in Niger nella zona  Gourmancé (sud-ovest). Puoi sostenere l'iniziativa attraverso bonifico bancario sul conto di SMA SOLIDALE ONLUS, Cod. IBAN: IT57 A061 7501 4170 0000 1838 280, presso la Banca CARIGE Agenzia 117, via Timavo 92/R GENOVA o effettuare il versamento sul CCP (conto corrente postale) n° 944 445 93, intestato a: SMA Solidale Onlus, Via Romana di Quarto, 179 - 16148 Genova indicando nella causale "per progetto Pozzi in Niger, cod S010". Per info:      www.missioni-africane.org  o www.legambientecorato.it    

Comprendiamo le ragioni del nuovo comitato di difesa sull’elettrodotto ma evitamo la sindrome Nimby

    

Legambiente Corato: “Comprendiamo le ragioni del nuovo comitato di difesa sull’elettrodotto ma evitamo la sindrome Nimby”  

Avviare in tempi brevi la concertazione con Terna ed evitare ritardi  per la dismissione della vecchia linea   A seguito della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina presso le Cantine Santa Lucia organizzata dal nuovo comitato di difesa contro l’elettrosmog, riteniamo doveroso chiarire la nostra posizione. È necessaria una premessa. Legambiente Corato ha sempre condotto la sua battaglia affianco del comitato di cittadini per l’interramento della linea da 150 kV che attraversa la zona 167, prospettando, inoltre, due possibili soluzioni di interramento o direttamente su via Massarenti, o lungo l’asse della complanare. Tale posizione è sempre stata sostenuta con la convinzione che solo l’interramento costituiva la soluzione definitiva della vicenda. Infatti, siamo sempre stati consapevoli che l’ipotesi della delocalizzazione, seppur accettabile sotto il profilo della soluzione della vertenza riguardante i cittadini residenti in via Massarenti e via Prenestina, avrebbe potuto determinare delle criticità in altre zone del territorio. Pertanto, quando nel 2008 si profilò tale eventualità, a cui ha fatto seguito la sottoscrizione del protocollo d’Intasa tra Comune di Corato e Terna, non potevamo non dirci soddisfatti della conclusione della vertenza per le popolazioni della 167 anche se sottolineammo come il tracciato della nuova linea non dovesse in alcun modo interessare altri cittadini ed attività produttive. Alla nostra richiesta ci fu sempre data la massima assicurazione che la nuova linea ad alta tensione oltre ad essere adeguata alle ultime normative in materia non avrebbe interessato alcuna abitazione o leso altri interessi. Sappiamo però che le cose non sono andate proprio così. Infatti, la zona interessata dall’attraversamento seppur tipizzata come agricola, presenta delle abitazioni ed attività produttive che legittimamente temono una lesione del loro diritto alla salute. Legambiente comprende le ragioni del nuovo comitato di cittadini che, ribadiamo, nell’assoluta legittimità dei loro diritti rivendicano lo stesso principio di precauzione invocato dai cittadini della 167, ma vogliamo evitare che in questa vicenda si scivoli nella sindrome Nimby (not in my back yard – non nel mio giardino) che fa dire no allo spostamento della linea più sulla base di interessi privati e particolari che come, purtroppo spesso succede, finiscono per prevalere sulle buone intenzioni di chi teme per la propria salute ed il proprio ambiente. Evitare la sindrome nimby significa saper guardare sempre al più grande interesse generale che vuol dire, in definitiva, che se un’infrastruttura è utile al sistema in generale come in questo caso, visto che l’adeguamento della linea rientra in una piano di ristrutturazione complessivo della rete elettrica nazionale ma soprattutto pugliese dovuto allo straordinario sviluppo delle energie rinnovabili, gli interessi particolari, devono fare un passo indietro senza per questo rinunciare a rivendicare con forza se è necessario, il rispetto del diritto alla salute e dell’ambiente che restano in ogni caso i punti irrinunciabili di ogni intervento sul territorio. Del resto, le criticità della nuova linea sono ben diverse da quelle della linea esistente dove insiste un livello di esposizione pari a 1 μT in alcune fasce orarie e quindi superiore di ben 5 volte dal valore soglia do 0,2 μT indicato dagli organismi internazionali (IARC, Commissione UE ed anche LILT); una distanza ravvicinata dalle abitazioni che si riduce persino a poco meno di 4 metri ed ovviamente il numero dei esposti e assolutamente rilevante. La nuova linea, di contro, si torva in zona agricola ad una distanza minima di 25 metri ed interessa un numero ridotto di cittadini. È evidente quindi, come le criticità siano diverse seppur legittime delle quale non è possibile non tenerne conto. Peraltro, le criticità emerse, anche da quanto dichiarato dall’Ing. Rocco, nel corso della conferenza stampa sulla base delle analisi da loro realizzate, sembrano essere 15 per cui sono almeno queste 15 situazioni o eventualmente di più che andrebbero accertate e verificate.   Quindi, se questo è il contesto che non ci deve vedere contrapposti a nessuno, resta un’unica soluzione e cioè cercare in tutti i modi di costruire una trattativa con Terna per la definizione dei casi più eclatanti, rivedendo il tracciato, magari anche riproponendo l’ipotesi dell’interramento, soprattutto in prospettiva PIRP, ma nella consapevolezza che la priorità resta quella di togliere l’elettrodotto così com’è ora evitando che sorgano ritardi al rispetto del crono programma secondo il quale a partire dal 1 luglio 2010 sino al 31 dicembre 2011 la vecchia linea sarà completamente dismessa. È inutile dire che in questa vicenda il ruolo principale ricade sull’Amministrazione a cui soltanto spetta il compito di convocare, in tempi brevissimi, Terna e verificare se ci sono i margini di una trattativa. Noi, per la nostra parte cercheremo come abbiamo sempre fatto di difendere il territorio da aggressioni illegittime e pericolose, cercando di tutelare gli interessi che sono in gioco senza però abbandonare la linea della concretezza che ci contraddistingue. Del resto è notizia della scorsa settimana dell’impegno che abbiamo assunto nei confronti della tutela del Parco dell’Alta Murgia oggi vittima di aggressioni e di interessi che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura ed il rispetto  della qualità del territorio e delle produzioni tipiche.   L’ufficio Stampa   Il circolo Legambiente di Corato sostiene la realizzazione di  pozzi in Niger nella zona  Gourmancé (sud-ovest). Puoi sostenere l'iniziativa attraverso bonifico bancario sul conto di SMA SOLIDALE ONLUS, Cod. IBAN: IT57 A061 7501 4170 0000 1838 280, presso la Banca CARIGE Agenzia 117, via Timavo 92/R GENOVA o effettuare il versamento sul CCP (conto corrente postale) n° 944 445 93, intestato a: SMA Solidale Onlus, Via Romana di Quarto, 179 - 16148 Genova indicando nella causale "per progetto Pozzi in Niger, cod S010". Per info :    www.missioni-africane.org  o www.legambientecorato.it    

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