Murgia a rischio





Murgia a rischio

E’ possibile un deposito di scorie nucleari

Dopo averci provato e riprovato nel promuovere l’energia nucleare ed averci visto attivi, come Legambiente nei comitati in tutte le parti di Italia per il No nei due referendum nel 1987 e nel 2011 ancora, ci ritroviamo a doverci mobilitare per difendere il nostro territorio dalle scorie radioattive di centrali italiane mai attivate e in fase di dismissione da circa trenta anni.

 Di nuovo ci risiamo, dopo anni di battaglie, tra l’altro, fra le pastoie della nascita dell’Ente parco, la prima gestione di un soggetto che tardava a partire, la Murgia torna all’attenzione il territorio visto che l'Altopiano murgiano è la residenza del Parco Nazionale della Murgia, parco rurale, dove sono presenti varie attività produttive e non dimentichiamo tutti i vincoli esistenti Sic e Zps rinvenienti dalla rete Natura 2000. La Murgia potrebbe diventare un possibile luogo di deposito di scorie nucleari in un’area racchiusa tra la Puglia e la Basilicata, secondo indiscrezioni, riterrebbero tra i possibili siti individuati dalla Società gestione impianti nucleari (Sogin), responsabile della dismissione delle vecchie centrali atomiche e della gestione dei rifiuti radioattivi, e dall’Istituto superiore per la protezione ambientale (Ispra). Si prevede solo l'ufficializzazione da parte del Ministero dell’Ambiente della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) ad ospitare il deposito nazionale, cioè la lista dei siti tra i quali verrà scelto la zona che conterrà la più sgradita discarica d’Italia. Poi dovrebbe iniziare lo spinoso e intricato iter per individuare il sito migliore dove creare l’impresa. Purtroppo, l’area murgiana, risulterebbe ancora nell'elenco dei possibili siti canditati. Nell’area predestinata vige un profondo top secret, guarda caso, ma in realtà la mappa era già stata trasmessa a inizio gennaio dalla Sogin, la società di Stato responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi. Ad aprile, però, l'iter è stato frenato nei Ministeri per non influenzare con la campagna elettorale per evitare feedback elettorali con un esito con curve da montagne russe. Ora, archiviato il voto, l'Ispra, dovrà annunciare le sue osservazioni prima di consegnare tutto il plico ai ministeri competenti. I tecnici, infatti, devono verificare il rispetto della Guida tecnica per la localizzazione (pubblicata già nel giugno 2014) che prevede ben quindici criteri di esclusione delle aree su cui potrà essere realizzato il deposito all'interno di un Parco tecnologico o più esattamente un centro di ricerca. Nello specifico sono da scartare le aree vulcaniche, le località a più di 700 metri sul livello del mare o a una distanza inferiore a 5 chilometri dalla costa, le zone a sismicità elevata, a rischio frane, inondazioni, le zone che fiancheggiano i fiumi e tutte le superfici, dove c'è un pendio maggiore del 10%. Escluse anche le aree naturali protette- la Murgia lo è !- quelle che non siano ad adeguata distanza dai centri abitati, quelle a distanza inferiore di un chilometro da autostrade e strade extraurbane principali e ferrovie. Secondo questi criteri, le regione in cui il deposito potrebbe nascere, sono: Puglia, Lazio, Toscana, Veneto, Basilicata e Marche. Una volta identificata l'area adatta, il Governo garantirebbe di intraprendere un momento di confronto con le comunità locali, se lo dovesse fare come la “Buona scuola” o i silenzi assordanti sul TTIP (Transatlantic trade and investment partnership) stiamo freschi, al fine di scongiurare una seconda Scanzano, dove circa 12 anni fa le comunità locali si mobilitarono contro il Governo Berlusconi per non far arrivare i rifiuti nucleari in Lucania. La dichiarazione di Cesare Veronico, presidente dell’Ente Parco dell’Alta Murgia, non si è fatta attendere. In un post su Facebook, ha scritto:” Come si fa a pensare di localizzare un deposito di scorie radioattive a 2 passi dal Parco Nazionale dell'Alta Murgia, appena premiato dalla Comunità Europea per il lavoro che svolge sul turismo sostenibile e già in lotta contro le esercitazioni a fuoco nel Parco? A breve inizia la Festa del Parco Nazionale con la presenza di Suzanne Vega, Gerry Leonard(chitarrista di Bowie), Caparezza e con tante iniziative. Questo festival sarà interamente dedicato a scongiurare l'ipotesi di scorie nucleari e di ogni tipo di rifiuto sull'Alta Murgia.” Ricordiamo a tutti, che la Murgia ha dato e sta già dando…… Ricordando che i missili Jupiter furono istallati nella Murgia in sette basi di lancio con trenta testate e vi rimasero dal 1958 al 1967. La potenza di ciascun missile era stimata di 100 volte superiore a quella delle bombe sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Le basi sono rimaste in attività fino al 1987. L’onorevole Giuseppe D’Ambrosio del Movimento 5 Stelle, aveva, nel corso di un incontro pubblico, circa un anno fa dichiarato che nella Murgia in passato erano stati tombati dei rifiuti di dubbia natura che aveva indicato il pentito Salvatore Annaconia alla commissione antimafia oltre venti anni fa, indicando sulla questione il colpevole silenzio di Giorgio Napolitano, all’epoca Ministro degli Interni, nonché la questione controversa della discarica di Grottelline, sito di interesse naturalistico, ambientale, storico, archeologico e monumentale, in un’area nel territorio di Spinazzola a confine con quello di Poggiorsini. «È impensabile che in un’area di pregio storico come quella di Grottelline possa sorgere una discarica di rifiuti. Basti pensare alla rarità dei reperti trovati che confermano l’importanza di questo sito in tempi passati. Anche le stesse abitazioni rupestri scoperte, risalenti a quasi 10 mila anni fa, sono una rarità perché nella maggior parte dei casi sono state distrutte dagli aratri. Non solo la presenza di grotte, di una chiesa rupestre e dell’intero sito del Neolitico, ma pure la presenza di un problema idrogeologico rende l’area estremamente delicata. A ciò si aggiunge la sua prossimità a costruzioni storiche importanti come il Castello di Garagnone. In virtù di ciò è necessario tutelare un luogo che pure, in seguito al nascere spontaneo di una fitta vegetazione acquatica, nasconde ora una ricca biodiversità... Sarebbe opportuno trovarne uno alternativo che risponda a migliori standard per localizzare impianti per l'interramento dei rifiuti». È questo il commento di Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente, in visita a le ‘Grottelline’ già un anno fa, e Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia. Non solo in quell’occasione Legambiente organizzò un convegno sul tema 31 marzo 2014 promuovendo un incontro di mobilitazione contro l’ipotesi di una discarica di rifiuti a Grottelline, un’area di eccezionale valore storico, naturalistico, culturale e archeologico. La Murgia è a rischio attivo nel corso degli ultimi venti anni è stata vessata nel corso degli anni da uno spietramento selvaggio, le questioni sempre aperte delle servitù militari, veramente incompatibili con l’ecosistema parco ed al centro di querelle istituzionali, ha bisogno di una forma di costante rilancio delle proprie peculiarità. Sarebbe auspicabile una determinazione del Consiglio comunale come per il No alle trivellazioni nel mar Adriatico. Auspichiamo che le forze sociali possano riprendere un nuovo percorso per la difesa e la tutela del territorio. Il nostro circolo si rende disponibile a riattivare insieme questo cammino.

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