Resoconto della Festa dell'Albero 2014





L’obiettivo è mettere a dimora nuovi alberi che diano un aspetto rigoglioso e di benessere della nostra città. E’ una campagna che più di ogni altra avvicina e coinvolge cittadini di tutte le età ai temi ambientali. Bambini, ragazzi, insegnanti, genitori, nonni, volontari e amministratori tutti insieme per restituire alla comunità locale spazi belli e accoglienti per una città più vivibile e sostenibile. L’Italia è il Paese con il livello più alto di biodiversità in Europa e conservare questa ricchezza è un nostro dovere prioritario. Una varietà incredibile di organismi, animali e vegetali, piccoli e grandi, e di ecosistemi tutti legati l’uno all’altro, tutti indispensabili. Da essa l’uomo, come tutte le altre forme di vita, trae cibo, ma in più ne usa le materie prime: la biodiversità ci offre tutte le risorse necessarie per la nostra vita quotidiana. Se, però, lo sfruttamento diventa eccessivo e sregolato, la natura non riesce a rigenerare in tempo ciò che prendiamo, con effetti negativi per l’ambiente e gli ecosistemi e di conseguenza anche per noi. Partendo da questa consapevolezza possiamo agire responsabilmente, limitare la nostra pressione sul Pianeta e conservare l’ambiente. Tutelare la biodiversità vuol dire anche contrastare il cambiamento climatico, una delle più grandi sfide del XXI secolo. Questo processo di cambiamento riguarderà, infatti, la composizione e la distribuzione geografica di molti ecosistemi (foreste, praterie, deserti, sistemi montani, laghi, zone umide, oceani, ecc.) in cui si perderà molta della diversità biologica attualmente esistente; ciò avrà anche ripercussioni sulle economie che dipendono direttamente dall’uso della terra, coinvolgendo miliardi di persone, fino a tradursi in povertà, migrazioni forzate e conflitti. La Giornata Nazionale degli Alberi nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del patrimonio arboreo e boschivo mondiale ed italiano, al fine di tutelare la biodiversità, contrastare i cambiamenti climatici e prevenire il dissesto idrogeologico, visti i recenti casi, avvenuti anche qui in Puglia sul Gargano. Attraverso la valorizzazione dell’ambiente, del patrimonio arboreo e boschivo delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani vengono di fatto perseguiti gli obietti del protocollo di Kyoto. Il tutto utilizzando tutte le risorse disponibili: umane, strumentali e finanziarie. Il ministero dell'Ambiente, insieme con i ministeri dell'Istruzione e delle Politiche agricole, ogni 21 novembre promuove nelle scuole iniziative per la conoscenza dell'ecosistema e dei boschi, il rispetto delle specie vegetali, l'educazione ambientale e civica. Inoltre la legge incoraggia le scuole a farsi protagoniste, in collaborazione con i Comuni, le Regioni e il Corpo forestale, nel piantare alberi tipici locali in aree pubbliche. Il rinverdimento delle aree pubbliche è una pratica promossa già nella Legge 29/1/1992 n. 113, che prevede l’obbligo di porre a dimora un albero per ogni neonato a seguito della registrazione anagrafica. Il comma 1 dell’art. 2 della nuova legge (10/2013) riduce l’obbligo di piantumazione solamente ai comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e modifica le tempistiche di messa a dimora. Prevede inoltre che sia piantato un albero anche per ogni bambino adottato. Oltre 800 eventi in tutta Italia per celebrare tutti insieme annualmente la Festa dell'Albero, il 21 novembre. La campagna di Legambiente dedicata alla riqualificazione del verde urbano coinvolge centinaia di volontari, grandi e piccoli, per piantare giovani alberi ed arbusti nei giardini delle scuole, nei parchi pubblici, nelle aree degradate dei centri urbani, per donare più verde alle nuove generazioni e contribuire ad un futuro più ecosostenibile, sensibilizzare sulle buone pratiche civili e negli stili di vita. La Legambiente in Italia e a Corato organizzano questa manifestazione. Nella nostra città qust'anno si è articolata in diciotto eventi itineranti e almeno duecento piante messe a dimora, di cui un centinaio solo nel giardino della scuola secondaria di primo grado Imbriani. Le collaborazioni, le sinergie e le interazioni tra istituzioni sono necessarie per realizzare una campagna così articolata sia per numero di eventi, che per forme di partecipazione. Per il 2020, comunque, è attesa una rivoluzione verde per le nostre città. L'Europa ha infatti proposto il settimo Environmental Action Programme, con 9 obiettivi prioritari da raggiungere: tra questi c'è la volontà di preservare il “capitale naturale”, tramite la conoscenza, investimenti e integrazione del tema ambiente all'interno di altre politiche e settori. Ma per fare un po’ di sport non dobbiamo aspettare: apprezzare e sfruttare quello che già possediamo è un modo per valorizzarlo. E un buon auspicio per i suoi sviluppi futuri. Il primo “Atlante dei minori” in Italia, compilato dall’Associazione “Save the Children”, annovera quasi 11 milioni di bambini, di cui 1.756.000 in povertà. Sono molte le condizioni e le situazioni che rendono drammatica l’infanzia e la mettono a rischio di sfruttamento, di schiavitù, di prostituzione, di abbandono, di compravendita, di rapimento. Il primo punto nero à la mancanza o carenza di servizi, di asili nido, carenze che prolungano i suoi effetti devastanti nel tempo con la dispersione scolastica, il disadattamento, la delinquenza, l’arruolamento nella mafia e nella ‘ndrangheta. Significativo è, ad esempio, il dato che documenta come ogni giorno nel nostro paese viene cementificata una superficie pari a più di 100 ettari. Un dato preoccupante – commenta Save the Children – sull’utilizzo del suolo, mentre lo stesso Papa sostiene la necessità di rilanciare l'agricoltura. Centinaia di migliaia di bambini vengono privati di spazi fondamentali di verde e costretti a vivere in città e territori insani, squallidi e asociali. Il peggiore esempio è a Taranto, dove ogni persona ha a disposizione come "verde" uno spazio equivalente a una foglia di insalata. Eccola "L'Isola dei Tesori”, ormai parodia di se stessa, ossia il “Nuovo Atlante", presentato alla Banca d'Italia. Altri dati allarmanti. Tra i il 1998 e il 2006 la cementificazione del suolo ha raggiunto livelli altissimi in molte città grandi e piccole italiane: in testa alla classifica Roma, con un incremento annuo di 336 ettari di suolo "impermeabilizzato", per un totale di 23 chilometri quadrati di costruzioni; segue Venezia, con una media annua di 151 ettari (il dato include molti corpi idrici), Parma (116 ettari, attribuibili anche alla linea dell'alta velocità), Milano (82 ettari), Taranto (78). Napoli, pur non essendo nella top ten delle città con la maggiore crescita di suolo impermeabilizzato, condivide tuttavia con Milano il primato di città per tre quarti della sua superficie ricoperta da cemento e costruzioni e priva di aree verdi attrezzate. E tra le città italiane con meno spazi verdi si segnala anche - già nella top ten di quelle con la maggiore crescita di cemento e costruzioni - Taranto, dove gli abitanti si devono accontentare di una foglia di insalata (0,2 mq) ognuno. L’analisi è approfondita da ricercatori e pediatri. Le città sono sempre meno a misura di bambino. L'80% di loro non gioca fuori casa, all’aperto. Il tempo libero è scomparso – hanno constatato i pediatri nel congresso nazionale della loro Società. E Francesco Tonucci, responsabile del Progetto Internazionale “Città dei Bambini” del CNR, lamenta che “è venuta meno la possibilità di uscire di casa da soli per incontrarsi con amici, scegliere insieme gioco e luogo, vivere le esperienze dell'avventura e del rischio, nel rispetto di regole dettate dalla famiglia”. Le città italiane – aggiunge Tonucci - pur dedicando notevoli risorse economiche e umane, "preparano per i bambini spazi separati e specializzati come giardinetti o ludoteche ma sono spazi protetti e vigilati da adulti. Non c’è più nulla di spontaneo". La scomparsa dell'autonomia di movimento nell'infanzia sta producendo gravi conseguenze per i bambini. "I nostri figli, perdendo la possibilità di movimento spontaneo che solo il gioco libero può garantire, e passando molto tempo tra i banchi di scuola o davanti ad uno schermo, sono sempre più obesi. Non potendo vivere esperienze autonome non conoscono l'esperienza dell'ostacolo, del rischio del successo, nei tempi e nei modi giusti. L'impossibilità di queste esperienze forti, impossibili alla presenza di adulti vigilanti, produce un accumulo di desiderio che potrà realizzarsi solo quando i bambini non saranno più bambini, ma adolescenti". L'invito dei pediatri ai genitori è di regalare ai figli uno spazio quotidiano di tempo libero, lasciarli andare con gli amici a scuola, a giocare e magari al negozio per comprare qualcosa di necessario per la casa. Ecco dunque che pur essendo più alti e pesanti alla nascita, i bimbi di oggi sono spesso affetti da malattie croniche con le quali dovranno fare i conti per tutta la vita. La Società italiana di pediatria ha registrato le evoluzioni della salute dell'infanzia negli ultimi 120 anni. Alla fine dell'800 la mortalità neonatale ed infantile era elevatissima e il 78% dei neonati con peso inferiore ai 2 kg e mezzo non sopravviveva. Su mille bambini 250 morivano nel 1 anno di vita (il tasso di mortalità generale era pari al 25 per mille e l'11 per mille degli adulti), 390-450 entro i primi 5 anni di vita, 400-450 nei primi 15 anni. Fino a poco tempo fa, un bambino su 3, tra quelli con peso compreso tra 2 kg e mezzo e 3 kg, non diventava adulto. Nel primo ventennio del 900 solo 600 bambini su 1000 arrivavano all'età adulta. Nel 1936, anno in cui si registra la minore mortalità da inizio secolo, su 1000 morti 274 erano dei primi 15 anni di età, 244 nei primi 5 anni e 164 nel primo anno. Polmonite, gastroenterite, morbillo, difterite, tubercolosi e tifo sono state per molto tempo le principali cause di mortalità infantile. Oggi le malattie scompaiono come prima causa di mortalità, sostituite da traumi e lesioni, prime cause di morte tra 5 a 19 anni e la terza causa nei primi 4 anni. Cause perinatali e anomalie congenite sono invece responsabili del maggior numero di morti dalla nascita fino a 4 anni. Leucemie e tumori, dopo il primo anno di vita, sono la seconda causa di mortalità in tutte le fasce di età con una maggiore incidenza tra i 15-19 anni (3,7 su 10 mila), ed i problemi respiratori la quarta causa. La mortalità pediatrica per Aids dal 1985 al 2002 e' diventata prossima allo zero. L'asma colpisce oggi il 10% della popolazione infantile (negli anni 70 era il 2,3%). Pertanto, è in fase di valutazione un'ulteriore evoluzione della manifestazione Festa dell’Albero per quest'anno. E' necessaria una nuova sinergia tra i vari soggetti sociali e per lo sviluppo di una rinnovata cultura ambientale e del verde pubblico. Noi ci mettiamo il nostro impegno e il know how di Legambiente. Un grazie a tutti coloro che hanno a vario modo partecipato dando attività a tutte le manifestazioni. Vi aspettiamo per la nuova edizione per il prossimo inverno. Ci aspettiamo idee, suggerimenti ed altro…. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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