Auguri dal mondo





Auguri dal mondo  

Pensieri e contributi dai nostri amici sparsi nel mondo che condividono la vita ta gli angoli della storia

I nostri auguri li affidiamo alle parole di uomini che vivono le loro esitenze con uomini,donne e bambini che hanno meno del necessario. Anche nel 2010 sosterremo i sacerdoti della SMA (Società Missioni Africane) nella loro campagna per la costruzione di pozzi in Niger. Speriamo di realizzare altri momenti di condivisione di esperienze di vita con chi vive la storia negli angoli della storia. Dall'Africa, dal Niger: Padre Vito  Cari amici, vi ringrazio del vostro ricordo. Vi mando un breve messaggio con gli auguri natalizi che posso inviare solo ora che mi trovo in capitale a Niamey. Buon Natale a te e a tutti gli amici di Corato. Se Gesù venisse ancora in carne ed ossa penso potrebbe scegliere di incarnarsi in Niger, dove la povertà regna sovrana. Noi a Bomoanga siamo in piena zona saheliana e ,quindi ,da ottobre a giugno non cade una goccia di pioggia. La gente vive in capanne costruite con paglia e legno. Asinelli  e dromedari sono i mezzi di trasporto merci. L'acqua è preziosa e quindi i pozzi sono un punto di incontro di tanta gente, soprattutto donne. In tutta questa povertà la gente è molto dignitosa, sorridente ed accoglinte anche verso di noi europei che abbiamo un livello di vita diverso dal loro. La Chiesa cattolica del Niger, è piccola ma molto attiva sul piano sociale: scolastico e dello sviluppo attraverso l'alfabetizzazione degli adulti, lo scavo di pozzi e la costruzione di piccoli mulini per macinare il miglio. Mi fermo qui. Io sto studiando la lingua gurmancema che spero di poter almeno leggere e capire un pò fra qualche mese.   Domenica scorsa  un agnellino era tra i bambini che partecipavano alla Messa nel villaggio di Lilingu dove festeggiavano Natale con la celebrazione eucaristica sotto gli alberi. Ho pensato che forse voleva farci gustare a modo suo il presepe vivente dove la povertà non bisogna fingerla ma viverla come i tanti pastori del Niger e i bambini che vanno a scuola scalzi, senza libri e quaderni ma con una bottiglia di acqua per dissetarsi. Nella scuola elementare del villaggio di Kiki, a due Km da Bomoanga, non c’è acqua e quindi bisogna portarsela da casa.               Con tutto questo le gente non ha perso la gioia di vivere, di sorridere, di sperare e di salutare anche un padre straniero come me, uno che ancora non parla bene la lingua, ma che certamente secondo la loro maniera di pensare è venuto a portare qualcosa di buono. Nove persone su dieci che incontri per la strada sono musulmane eppure tutte salutano, anche i bambini non hanno timore nel dare la mano per il saluto. Le giovani donne peul e touareg, tutte musulmane, al sabato vanno al mercato e  passando davanti alla nostra casa porgono volentieri un saluto con un bel sorriso. Peccato che parlino un’altra lingua diversa dal gurmantchè.               C’è molto da fare ma con calma perché siamo in Africa e il tempo non è denaro ma possibilità di incontri e di vita. E proprio per vivere meglio bisognerebbe scavare nei villaggi della Missione di Bomoanga 14 pozzi tre dei quali con la trivelatrice perché l’acqua si trova a cinquanta e più metri. Era P. Gigi Maccalli, mio confratello che parlava di questi progetti, dopo che io mi ero interessato allo scavo di un pozzo ancora più profondo in un’altra missione.   In questo momento della mia presenza missionaria io ascolto molto: la lingua gurmancé per impararla e le necessità della gente per poter intervenire se è possibile fare qualcosa. Con questo anch’io vi saluto e vi auguro ogni bene. Buon Anno 2010.  P. Vito Girotto, sma   P. Vito Girotto, sma Dall'Italia Genova:  L'albero di Marassi e quello di piazza Cernaia di Padre Mauro Armanino,missionario SMA. Si trova nell'atrio centrale. Crocevia delle sbarre che che accompagnano ai piani superiori. Di fronte al crocifisso di ferro appeso alla parete. Con le palline colorate e le luci intermittenti. A Marassi c'è un albero di Natale che somiglia molto a quello di piazza Cernaia nel Centro Storico di Genova. A pochi passi da via della Maddalena dove i negozi e le scritte cambiano come i proprietari secondo le stagioni della vita e del vento.  Anche l'albero di piazza Cernaia è arredato da palline colorate ed con aggiunta di disegni fatti da bimbi in cerca di sogni. Pezzi di focaccia ed un sorso di vino. Alcuni canti Filippini ed una semplice danza Boliviana con alcune luci in mezzo a far sperare. L'albero è stato inaugurato così alla Cernaia col freddo dei resti della nevicata del giorno prima e coi suoni sociali della Murga che cammina.  Tra fabbro ferraio, farmacia e signore che si offrono nei vicoli adiacenti per un anticipato natale. L'albero di Marassi e quello della Cernaia sono cresciuti assieme. La Casa Circondariale ed i vicoli sono la stessa città di Tamara delle città invisibili di Calvino... Se un edificio non porta nessuna insegna o figura,la sua stessa forma e il posto che  occupa nell'ordine della città bastano a indicarne la funzione:la reggia,la prigione,la  zecca,la scuola pitagorica,il bordello. Anche le mercanzie che i venditori mettono in  mostra sui banchi valgono non per se stesse ma come segni di altre cose... Liberi e prigionieri erranti attorno ad un albero con palline colorate e disegni di bimbi.  Scendendo alla vicina piazza Campetto si svendono e comprano le merci dei regali di Natale al suono di musiche improvvisate e da conciliare con quello delle campane che singhiozzano nenie perdute ed oggi programmate senza campanari. Tra Marassi e la Cernaia si srotola un vicolo che racconta la storia di due alberi.  C'è chi giura averli visti danzare insieme sotto la luna.   Mauro Armanino,Genova Vigne,Dicembre 09. Dall'Africa gli auguri di Padre Gigi.       Carissimi amici,                                                              Buon Natale ! Sono di passaggio nella capitale Niamey per festeggiare insieme ai confratelli SMA presenti in Niger l’8 dicembre : data che ha dato inizio alla nostra avventura missionaria per l’evangelizzazione dell’Africa. La storia della SMA infatti inizia nel lontano 8 dicembre 1856 quando il vescovo Melchior de Marion Brésillac (fondatore), e altri sei confratelli consacrarono la loro vita al servizio dell'Africa. Per questo solenne atto d’inizio si recarono ai piedi della Madonna nel santuario a lei dedicato sulla collina di Fourvière che domina la città di Lione (Francia). Nasceva così la Società delle Missioni Africane, è il nostro Natale.  Buon Natale a tutti voi, amici della missione che in vari modi sostenete il nostro andare con la preghiera e la comunione dei beni.   “ È venuto per abbattere il muro di separazione che era frammezzo” Tre domeniche fa ero a Kilubiga, un villaggio che dista 36 km da Bomoanga, dove prima della stagione delle piogge, avevamo messo in piedi la struttura metallica di una nuova cappella.  I cristiani di questa piccola comunità vi haano poi costruito attorno il muro con mattoni di terra.  Al mio arrivo constato che il muro della facciata è completamente caduto. Chiedo spiegazioni e semplicemente mi viene detto che è stata l’ultima pioggia, caduta eccezionalmente abbondante a fine Ottobre insieme ad un forte vento, che ha steso a terra il già fragile muro.   Per istinto, o per deformazione professionale, mi viene subito in mente la frase paolina di Efesini 2,14: “ è venuto per abbattere il muro di separazione che era frammezzo ”. Mi danno da sedere e attraverso questa grande apertura guardo i cortili e le capanne del villaggio e il venire lento dei pochi cristiani verso la chiesetta. Tra questi noto anche l’avvicinarsi del figlio del capo-villaggio. Suo padre è morto un anno e mezzo fa e i suoi funerali solenni si faranno tra qualche mese, come prevede la tradizione, e poi si sceglierà un nuovo capo. Ci scambiamo i saluti di rito e poi vedo che va a sedersi sul banco alla mia destra. Cominciamo la messa e a tutti rivolgo una parola di benvenuto. Con mia grande sorpresa, il figlio del capo villaggio partecipa pure lui alla messa e mentre preghiamo il Padre Nostro sento che anche lui lo ripete con un piccolo ritardo sul gruppo. Nello scambio delle notizie e dei problemi della comunità, interviene con convinzione per incoraggiare il catechista a perseverare nonostante le difficoltà legate all’incostanza dei catecumeni.   Mentre condivido col catechista il piatto di riso preparato come pasto, gli chiedo semmai il figlio de capo villaggio gli abbia manifestato il desiderio di pregare con noi. Mi risponde che è la prima volta che vi partecipa, in verità faceva parte del primo gruppo di simpatizzati cristiani che il primo missionario di Bomoanga visitava di tanto in tanto. Probabilmente la forte personalità del papà capo villaggio, molto legato ai feticci e ai suoi gris-gris che portava vistosamente sulle braccia (padre François Moulin che l’ha conosciuto, mi diceva che gli ha sempre rifiutato la stretta di mano nei saluti per paura di esserne negativamente influenzato), ha reso combattuta la sua decisione fino ad oggi e gli impedito di fare la sua libera opzione. E’ forse troppo presto per avanzare supposizioni di adesione di fede …se sarà eletto capo villaggio chissà se saprà perseverare. Certo un muro è caduto e un grande passo è stato fatto da quest’uomo in ricerca. Personalmente credo che la parola che d’istinto mi è venuta nel cuore al mio arrivo, trovi ora tutto il suo senso.   “Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cioè l'inimicizia, annullando, per mezzo della sua carne (Natale), la legge fatta di prescrizioni e di decreti, per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l'inimicizia. Egli è venuto perciò ad annunziare pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini” (Ef 2,14-17). Mentre metto in moto, riguardo il muro abbattuto della facciata della chiesa : Natale è sempre un nuovo inizio, e speriamo che lo sia anche per la comunità di Kilubiga !    “ Troverete un bambino avvolto in fasce” Domenica scorsa abbiamo celebrato a Bomoanga la festa del ringraziamento per il raccolto. Nel pomeriggio sono stato a far visita alle due gemelline, Unbanipo e Yenpanla, che proprio un anno fa, a inizio dicembre, sono nate.  Per il loro primo compleanno non c’è stata torta e candelina da spegnere. Ma ho portato loro in dono delle copertine di lana fatte a mano da due nonne di Madignano. Regalo molto apprezzato. Di questi tempi soffia il vento del deserto e di notte la temperatura scende di molto. La scorsa notte la temperatura  è scesa di 11 gradi. L’escursione termica va da +30 gradi di giorno a +18 di notte. Per la notte di Natale di questo passo saremo anche noi al freddo e al gelo (+12°).   Le gemelline sono state la sorpresa di Natale 2008 , ma grazie a Dio possiamo ora dire che la vita ha trionfato della morte e dei pregiudizi. Quest’anno il nostro presepe vivente si è arricchito di due copertine di lana. Nei concorsi di presepi natalizi annoverate anche il nostro, se venite a Bomoanga “troverete due gemelline avvolte in coperte di lana”. Ma freddo e gelo è anche il clima politico-sociale attuale: col 22 dicembre prossimo finisce il doppio mandato dell’attuale presidente che, ritenendosi indispensabile, ha pensato bene di cambiare la costituzione per proseguire il suo impegno. Speriamo che Natale porti pace !                                    Shalom p. Gigi Maccalli     Il circolo Legambiente di Corato sostiene la realizzazione di  pozzi in Niger nella zona  Gourmancé (sud-ovest). Puoi sostenere l'iniziativa attraverso bonifico bancario sul conto di SMA SOLIDALE ONLUS, Cod. IBAN: IT57 A061 7501 4170 0000 1838 280, presso la Banca CARIGE Agenzia 117, via Timavo 92/R GENOVA o effettuare il versamento sul CCP (conto corrente postale) n° 944 445 93, intestato a: SMA Solidale Onlus, Via Romana di Quarto, 179 - 16148 Genova indicando nella causale "per progetto Pozzi in Niger, cod S010". Per info:  www.missioni-africane.org  o www.legambientecorato.it

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