L'acqua del rubinetto





 Acqua di rubinetto? Si, grazie!    

Domenica 21 marzo Legambiente Corato ha presentato la campagna nazionale per la promozione dell’acqua di rubinetto e per difendere l’acqua pubblica come bene comune

  Numerosi i Bar che hanno aderito al nostro invito di servire solo acqua di rubinetto partecipando ad Imbrocchiamola   Domenica, in occasione della giornata mondiale sull’acqua Legambiente Corato ha lanciato “Acqua di rubinetto? Si, grazie!”, la nuova campagna nazionale di Legambiente e Federutility, la federazione delle aziende di servizi pubblici locali che operano nel settore idrico. Obiettivo della campagna è dimostrare che l’acqua del rubinetto è sicura e controllata: a garantirne la qualità sono infatti migliaia di controlli che vengono eseguiti ogni anno su campioni di acqua per fare analisi su decine di parametri previsti dalla normativa. Il numero di analisi dipende dal volume di acqua distribuito, dalla lunghezza e dalla complessità dell’acquedotto mentre sono 62 i parametri di qualità chimica, fisica e batteriologica che l’acqua deve rispettare per essere considerata potabile (decreti legislativi n. 31/2001 e n. 27/2002, in attuazione della direttiva europea 98/83/CE). Sono numeri che dimostrano quanto l’acqua di rubinetto delle nostre case sia molto più controllata di quelle in bottiglia. Per quest’ultime, infatti, le prescrizioni normative prevedono la realizzazione di una sola analisi all’anno (Decreto 29 dicembre 2003 Art. 3) da parte dei soggetti titolari della concessione, che viene inviata al Ministero della Salute insieme a una autocertificazione relativa al mantenimento delle caratteristiche delle acque. Naturalmente, come per ogni settore anche per quello idrico capitano temporanei disservizi, sospensioni del servizio o uscita temporanea dai parametri qualitativi. Negli anni, però, è cresciuta sempre più l’attenzione ai controlli. Le analisi vengono eseguite in parallelo dagli enti di controllo (Asl e Agenzie regionali protezione ambiente) e dal gestore del servizio idrico, utilizzando anche sofisticate tecnologie di telecontrollo che permettono il monitoraggio in tempo reale di alcuni parametri fondamentali per la potabilità dell’acqua. L’acqua del rubinetto poi, non è solo sicura, ma anche economica e rispettosa dell’ambiente. Infatti, solo un terzo delle bottiglie di plastica utilizzate per l’acqua minerale viene raccolto in modo differenziato e destinato al riciclaggio, mentre i restanti due terzi finiscono in discarica o in un inceneritore. Inoltre il consumo annuo di 12 miliardi di litri di acqua imbottigliata comporta, per la sola produzione delle bottiglie, l’utilizzo di 350mila tonnellate di polietilene tereftalato (PET), con un consumo di 665 mila tonnellate di petrolio e l’emissione di gas serra di circa 910 mila tonnellate di CO2 equivalente. La fase del trasporto dell’acqua minerale infine influisce non poco sulla qualità dell’aria: solo il 18% del totale di bottiglie in commercio viaggia sui treni, tutto il resto viene movimentato su strada.  L’Italia è il Paese in cui si ha il maggior consumo di acqua in bottiglia nel mondo con il conseguente business miliardario per le industrie dell’acqua minerale che pagano canoni di concessione molto bassi. “L’acqua è un bene comune, il suo utilizzo deve rispondere a criteri di utilità pubblica e Legambiente – dichiarano dal Circolo -  è assolutamente contraria ad ogni norma che obblighi alla privatizzazione del servizio idrico nel nostro Paese. Per Legambiente il prezzo dell’acqua andrebbe fissato tenendo conto del fatto che si tratta di un bene finito e probabilmente destinato a scarseggiare sempre di più per effetto dei cambiamenti climatici. Un bene, dunque, da consumarsi con parsimonia e che non deve sottostare a logiche economiche di sfruttamento.” Durante il banchetto è stata proposta la degustazione al buio dell’acqua mettendo a confronto l’acqua pubblica con quella in bottiglia. È emerso che la maggior parte dei cittadini, che si sono voluti cimentare in questo semplice sondaggio, hanno riconosciuto la differenza e quasi tutti hanno confessato che l’acqua pubblica è più buona, anche quelli che hanno dichiarato di fare uso di acque in bottiglia. “Dal piccolo sondaggio emerge chiaramente – continuano dal Circolo – che l’acquisto irrazionale di acqua in bottiglia risponde più all’abitudine che ad una vera necessità e che è bastata una semplicissima dimostrazione per sfatare il mito che vuole l’acqua in bottiglia più buona di quella pubblica di rubinetto. Inoltre – concludono da Circolo -  anche se molti cittadini hanno evidenziato come l’utilizzo si acqua in bottiglia sial legato al problema della pulizia degli autoclavi e nella mancata manutenzione delle tubature interne alle abitazioni, basta anche li farsi due conti e scoprire facilmente come per fare manutenzione agli autoclavi ed alle cisterne condominali solo una volta l’anno si spende molto meno rispetto a quanto si spende annualmente per acquistare l’acqua ”.  Di seguito l’elenco dei Bar che hanno aderito ad Imbrocchiamola, una delle azioni previste dalla nostra campagna che prevede appunto il coinvolgimento dei pubblici esercizi nell’utilizzo dell’acqua d rubinetto. Per ora hanno aderito:   LINO’S COFFEE – Viale Vittorio Veneto, 15 – Corato   CREME CARAMEL Via Capaccio da Roma, 3 – Corato   CARLO’S – C.so Cavour, 1-3 – Corato   RE NUDO’ – Piazza Sedile, 1 – Corato   PRISMA CAFE’ – Via Paolucci, 2° - Corato   ALEXART – Piazza Mentana, 20 – Corato   Il circolo Legambiente di Corato sostiene la realizzazione di  pozzi in Niger nella zona  Gourmancé (sud-ovest). Puoi sostenere l'iniziativa attraverso bonifico bancario sul conto di SMA SOLIDALE ONLUS, Cod. IBAN: IT57 A061 7501 4170 0000 1838 280, presso la Banca CARIGE Agenzia 117, via Timavo 92/R GENOVA o effettuare il versamento sul CCP (conto corrente postale) n° 944 445 93, intestato a: SMA Solidale Onlus, Via Romana di Quarto, 179 - 16148 Genova indicando nella causale "per progetto Pozzi in Niger, cod S010". Per info :   www.missioni-africane.org  o www.legambientecorato.it    

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