TRANSIZIONE ECOLOGICA, PACE E RUOLO DEI MEDIA: A CORATO UN INCONTRO SULL’ALTA MURGIA PER LA CHIUSURA DELLA RASSEGNA ESTIVA

L’iniziativa, promossa da Legambiente Corato e accreditata dall’Ordine dei Giornalisti, chiude la rassegna Orizzonti d’estate con un appuntamento che intreccia informazione, tutela del territorio e cultura della pace. Un momento conclusivo che non si limita a tirare le somme dell’estate, ma apre nuove prospettive sul futuro della Murgia e delle comunità che la abitano.

CORATO – La rassegna Orizzonti d’estate, promossa da Legambiente Corato e accreditata dall’Ordine dei Giornalisti per alcuni eventi, si avvia alla sua conclusione con un appuntamento che assume i contorni di una vera e propria inchiesta civile, un momento in cui la città viene chiamata a guardare la Murgia, non come un orizzonte lontano, ma come un territorio che vive, che cambia, che chiede di essere raccontato con responsabilità e profondità, un territorio che oggi più che mai diventa simbolo delle tensioni e delle possibilità che attraversano il Paese.

Giovedì 10 settembre, dalle 18 alle 21, Piazza Vittorio Emanuele si terrà il seminario “Il ruolo dei media e dei cittadini per una nuova cultura civica. Alta Murgia, Laboratorio di Transizione e Pace”, un evento nato dalla collaborazione tra il Circolo Legambiente “A. Vassallo” di Corato, Legambiente Puglia, l’Ufficio Cultura e Comunicazioni Sociali e l’Ufficio Pace, Lavoro e Salvaguardia del Creato dell’Arcidiocesi di Trani‑Barletta‑Bisceglie, un appuntamento riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti che porta nel cuore della città un tema che oggi attraversa ogni dimensione della vita pubblica e che richiede competenze, rigore e una narrazione capace di andare oltre la superficie.

La transizione ecologica è diventata il nuovo terreno di confronto globale, un crocevia in cui si intrecciano energia, geopolitica, sicurezza delle risorse, giustizia sociale e qualità della vita, e in questo scenario il Parco Nazionale dell’Alta Murgia emerge come un territorio che racconta la complessità del presente, un luogo dove la bellezza dei paesaggi convive con le servitù militari, dove si intrecciano con le richieste di legalità e trasparenza delle comunità locali, dove la fragilità degli ecosistemi dialoga con la forza delle identità culturali e con la memoria di chi ha abitato queste terre prima di noi.

L’Alta Murgia è oggi al centro di un dibattito che riguarda la presenza di infrastrutture militari, la gestione delle aree protette, e la necessità di conciliare sicurezza, sviluppo e tutela del paesaggio, un dibattito che coinvolge amministrazioni, enti di ricerca, associazioni ambientaliste e comunità locali e che richiede un’informazione capace di leggere i dati, interpretare le trasformazioni e restituire ai cittadini strumenti per comprendere e partecipare, un’informazione che sappia distinguere tra narrazione emergenziale e analisi strutturale, tra opinione e verifica, tra conflitto e possibilità. Ai cittadini tocca riappropriarsi dei luoghi e farli diventare esperienze di vita pulsanti, vive e sostenibili.

L’incontro offrirà strumenti operativi per leggere questa complessità con maggiore consapevolezza, un approccio che permette di raccontare, non solo i problemi, ma anche le soluzioni, le esperienze di resilienza, le storie di comunità che resistono allo spopolamento e che immaginano modelli di sviluppo più equi, più sostenibili, più giusti, un percorso che si collega idealmente alla Marcia per la Pace Gravina‑Altamura del 24 ottobre, un cammino che unisce territori, persone e visioni e che restituisce alla Murgia il suo ruolo di ponte tra natura, cultura e impegno civile.

«Con questo incontro pubblico chiudiamo una stagione estiva ricca di riflessioni e impegni condivisi sul territorio, e in un momento di profonda trasformazione ambientale e sociale occorre superare la narrazione dell’emergenza per fornire ai cittadini e ai media strumenti conoscitivi rigorosi» afferma Giuseppe Faretra, giornalista e presidente del Circolo Legambiente “A. Vassallo” di Corato, che aggiunge come «l’Alta Murgia sia un laboratorio simbolico, e raccontare la transizione ecologica con accuratezza scientifica e responsabilità etica significhi difendere il territorio, contrastare la rassegnazione e costruire le basi per una cultura civica fondata sulla pace e sulla legalità».

Il dibattito vedrà la partecipazione di Laura Marchetti, docente di Pedagogia Interculturale e Antropologia all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, Vito Micunco, portavoce del Comitato per la Pace della Provincia di Bari, Michela Di Trani, giornalista e presidente regionale UCSI Puglia, Giovanni Capurso del Centro Studi Pax Christi Nazionale e Giuseppe Faretra, presidente del Circolo Legambiente “A. Vassallo” di Corato.

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