Incendi nel Parco dell’Alta Murgia: Legambiente Corato richiama le istituzioni a una responsabilità piena e a una prevenzione che duri tutto l’anno
Le fiamme che tornano a colpire l’Alta Murgia non sono soltanto un’emergenza stagionale, ma il segnale di un territorio che chiede cura, presenza e responsabilità: Legambiente Corato invita le istituzioni a un impegno continuo e condiviso per proteggere un patrimonio naturale che non può più essere lasciato alla fragilità delle sue ceneri.
Il Parco Nazionale dell’Alta Murgia torna a bruciare e, ancora una volta, il territorio si ritrova a fare i conti con un paesaggio ferito. Le fiamme hanno attraversato la macchia mediterranea come un’onda calda e inarrestabile, hanno avvolto pascoli e arbusti, lasciando dietro di sé un silenzio che pesa più del fumo. Chi vive la Murgia conosce bene questo dolore: ogni incendio non è soltanto un episodio, ma un colpo che incide sulla biodiversità, sulla stabilità del suolo, sulla sicurezza delle comunità. È un trauma che si ripete e che non può più essere considerato una semplice ricorrenza estiva.
Il presidente di Legambiente circolo Angelo Vassallo di Corato, Giuseppe Faretra, osserva come la Murgia stia chiedendo con forza un cambio di passo. «Non possiamo più raccontarci che questi incendi siano inevitabili. La loro frequenza e la loro intensità ci parlano di un fenomeno che richiede una risposta diversa, più autorevole, più continua. La Murgia è un ecosistema fragile, fatto di equilibri sottili, e ogni volta che il fuoco lo attraversa perdiamo qualcosa che non torna indietro. La prevenzione non può essere un capitolo secondario: deve diventare la struttura portante delle politiche territoriali».
Faretra ricorda che dietro molti roghi ci sono comportamenti umani, disattenzioni, pratiche agricole scorrette, talvolta atti dolosi. «Non possiamo permettere che la tutela del Parco resti confinata all’emergenza. La Murgia ha bisogno di cura costante, di vigilanza, di una presenza che non si attivi solo quando il fumo è già visibile. La responsabilità deve essere condivisa: istituzioni, agricoltori, cittadini, forze dell’ordine. Nessuno può chiamarsi fuori».
In questa visione più ampia e più continua, Legambiente Angelo Vassallo di Corato propone alle istituzioni una serie di interventi che possano diventare parte di una strategia annuale, capace di prevenire i rischi e di proteggere il territorio con continuità. Un piano annuale di prevenzione che preveda la manutenzione delle fasce frangifuoco, la pulizia dei margini stradali e verifiche periodiche nelle aree più esposte e fragili. Un rafforzamento dei controlli contro l’abbruciamento illegale delle stoppie e le pratiche agricole scorrette, con una presenza costante sul territorio. L’adozione di tecnologie di monitoraggio per avvistare i roghi sul nascere, analizzare i dati ambientali e sorvegliare le aree sensibili con droni, sensori e sistemi satellitari. Campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e agli operatori del settore, per promuovere comportamenti responsabili e ridurre i rischi di innesco. Un coordinamento interistituzionale stabile tra enti locali, Parco, Regione, forze dell’ordine e Protezione Civile, con tavoli permanenti e protocolli condivisi.
Legambiente Corato esprime gratitudine ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, ai Carabinieri Forestali e ai volontari che in queste ore stanno lavorando senza sosta per contenere le fiamme. Il loro impegno è prezioso, ma non può sostituire una politica di prevenzione forte, coerente e continuativa.
La Murgia è un patrimonio ambientale, culturale e identitario che appartiene a tutti. È un paesaggio che chiede rispetto, presenza, responsabilità. Legambiente circolo Angelo Vassallo di Corato, invita le istituzioni ad agire con decisione e con visione, affinché la bellezza di questo territorio non continui a essere ricordata attraverso le sue ceneri.
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