Elettrosmog: questo sconosciuto

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In questi ultimi anni studi e dibattiti sull’elettromagnetismo nel mondo stanno facendo interrogando istituzioni, cittadini, comitati di cittadini, associazioni, operatori nel campo della comunicazione, oncologi per chiedersi quali possono essere le implicazioni tra la salute umana, norme giuridiche e la necessità di comunicare tra reti.   Questo intreccio rende questa problematica alquanto articolata e ricca di una peculiare complessità dovuta da un reticolo di tematiche. I campi elettromagnetici naturali sono le ultime alterazioni avvenute nell’ambiente biologico. L’uso dell’energia nella sua forma elettromagnetica è aumentato notevolmente per via dello sviluppo e della diffusione degli impianti per le telecomunicazioni e delle apparecchiature elettriche; così l’inquinamento elettromagnetico cresce sul nostro pianeta, pericoloso ed “invisibile.   I campi elettromagnetici sono generati sia in Bassa frequenza che in Alta frequenza, due milioni di volte superiori a quelli del fondo naturale. I campi a Bassa frequenza sono generati dagli elettrodotti, dai trasformatori di tensione, ad esempio un carica batterie di un cellulare, e dagli elettrodomestici. I campi ad Alta frequenza dalle onde impiegate per le trasmissioni radiotelevisive e per la telefonia mobile. Un'onda elettromagnetica si sparge nello spazio portando energia che viene in parte assimilata ed, in parte, riverberata dagli oggetti che tale onda incontra nella sua percorrenza. L'assorbimento avviene con modalità ed in misura diversa a seconda delle caratteristiche del mezzo. L'effetto sugli organismi viventi di tale assunzione di energia elettromagnetica a radiofrequenza e microonde, è da almeno una decina di anni soggetto di indagini scientifiche. Questi temi sono stati dibattuti nel corso di un convegno tenutosi presso la sala dell’Amicizia della parrocchia di San Gerardo Maiella di Corato. L’incontro organizzato dal Comune di Corato, Assessorato all’Ambiente, Ecologia e Ricerca Scientifica ha visto la partecipazione di tre relatori, moderati dall’assessore al ramo Cataldo Tarricone e con la presenza del sindaco Luigi Perrone, che hanno evidenziato i vari approcci al problema che ha diverse complicanze all’interno di un ecosistema urbano. Il dottor Roberto Ria, oncologo, ha rilevato i possibili effetti alla luce dei vari studi epidemiologici sulla problematica. Francesco Tarantini, vicepresidente regionale Legambiente, ha parlato della complessità della problematica e come è possibile accordare i bisogni degli operatori telefonici con quelle dei cittadini, mediante una concertazioni tra le parti ed un opportuno piano per cercare di abbinare le necessità dei gruppi d’interesse. Il dottor Alessandro Amato, avvocato, ha evidenziato gli aspetti giuridici sulla tematica, mettendo in rilievo i vari aspetti legali. A Corato la problematica dell’elettrosmog è molto seguita, ci sono alcuni comitati spontanei ed anche diversi cittadini che sentono da vicino la questione. Infatti, il dibattito ha mostrato una grande attenzione, non solo per le antenne dei cellulari, ma per la presenza di diversi impianti di ripetitori radiotelevisivi nella zona prospiciente l’Oasi Nazareth ed un elettrodotto nella zona 167 quasi attaccato ad una zona residenziale ad alta densità abitativa. La richiesta più pressante dei cittadini alle istituzioni di vigilare, affinché non venga perpetrato nessun abuso che, non solo che possa violare ciò che la legge possa consentire, ma, che possa eventualmente creare danni alla salute dell’uomo. La precauzione è d’obbligo fino a quando la scienza potrà emanare il suo solenne verdetto.